Scienziati mettono a punto materie plastiche che trasmettono energia

Un recente studio condotto da un gruppo di ricercatori in Australia e pubblicato sul magazine scientifico ChemPhysChem, dimostra come sia possibile realizzare circuiti elettronici plastici in grado di piegarsi e plasmarsi nelle forme più varie. Il team è stato in grado di utilizzare un fascio di ioni per fare in modo che una pellicola di plastica conducesse facilmente elettricità, alla stregua di altri conduttori metallici. Tali polimeri plastici potrebbero spianare la strada anche a una serie di nuovi prodotti tecnologici, come schermi e magazine digitali pieghevoli, nonche essere impiegati in biomedicina, magari per creare protesi in grado di integrarsi con il corpo umano, riducendo drasticamente il rigetto. Fonte


Nuove batterie agli ioni di litio potrebbero alimentare i veicoli elettrici

Le batterie al litio, che attualmente alimentano una gran varietà di dispositivi elettronici a basso consumo, potrebbero presto anche essere impiegate per alimentare grandi macchine elettriche, come, ad esempio, le automobili elettriche. Infatti, un nuovo studio mostra come alcuni ricercatori hanno sviluppato un nuovo tipo di batteria agli ioni di litio che migliora notevolmente le prestazioni della batteria. I ricercatori, Jusef Hassoun, Ki-Soo Lee, Kook Yang-Sole e Bruno Scrosati, presso l’Università La Sapienza di Roma e la Hanyang University di Seoul, in Corea del Sud, hanno pubblicato il loro studio in un recente numero del Journal of American Chemical Society. La nuova tipologia di batteria fa uso di un anodo di stagno-carbonio e un catodo in ossido di litio “drogato” con manganese nichel e cobalto. Un anodo cosiffatto permette centinaia di cicli di ricarica senza una riduzione della capacità, nonché l’efficienza di carica-scarica si avvicina al 100%. I nuovi materiali impiegati sono più abbondanti in natura, meno costosi, più ecologici e hanno una maggiore stabilità a basse temperature rispetto al catodo di ossido di litio cobalto utilizzato nelle tradizionali batterie agli ioni di litio. Inoltre, nel progettare il catodo, i ricercatori hanno accuratamente ottimizzato la composizione, le dimensioni delle particelle, la forma, la morfologia e la densità. Il catodo ad alta tensione e ad alta capacità fornisce alla nuova batteria una maggiore densità di energia (170 Wh/kg a tensione con portata media di 4,2 volt) rispetto alle batterie agli ioni di litio tradizionali. Le tradizionali batterie agli ioni di litio hanno una densità di energia di circa 120-150 Wh/kg, a seconda del materiale usato per la costruzione del catodo. Scrosati ha dichiarato: “In sintesi, rispetto a coloro che utilizzano batterie tradizionali agli ioni di litio, i veicoli elettrici che utilizzeranno la nuova batteria potranno avere i seguenti vantaggi:
1) un intervallo più lungo di guida (210km contro i 150 km attuali);
2) maggiore velocità massima;
3) Costi più contenuti;
4) migliori prestazioni complessive soprattutto a basse temperature.”

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Nuovo materiale converte il 15% del calore di scarto in energia elettrica

Il prof. Mercouri Kanatzidis della Northwestern University, insieme a un team di ricercatori, ha messo a punto un nuovo materiale che potrebbe aiutare a catturare e riciclare il calore generato dai dispositivi e che viene disperso senza trarne nessun beneficio; si pensi, ad esempio, al calore generato da computer, arnesi elettrici da cucina, attrezzature di palestra e via dicendo. Sfruttando le capacità dei nanomateriali, il team di scienziati ha così messo a punto un particolare materiale, composto da tellururo di piombo, che permette di convertire parte del calore generato da un dispositivo in energia elettrica. Prendendo come esempio una classica lampadina, adottando il nuovo materiale per la costruzione della stessa, l’efficienza aumenta del 10,15%. Oltre a rendere i dispositivi più efficienti, il materiale potrebbe essere impiegato per creare nuovi dispositivi a bassa tensione, alimentati esclusivamente dal calore generato naturalmente dal corpo umano. Il tellururo di piombo è relativamente raro in natura, si trova naturalmente nei depositi di montagna, significativi depositi sono stati trovati tra le montagne dell’Altai nel nord-est dell’Asia, nel Zyrianovsk, Kazakistan, Wisconsin, Moctezuma in Messico e Coquimbo in Chile. Fonte e approfondimenti

Plasma freddo potrebbe sostituire uso degli antibiotici

Il plasma a basse temperature è in grado di uccidere le specie batteriche nelle infezioni delle ferite croniche. Un team di ricercatori dell’Istituto Gamaleya di Epidemiologia e Microbiologia di Mosca potrebbe aver trovato una valida alternativa agli antibiotici. La dr.ssa Svetlana Ermolaeva, a capo dello studio, sostiene che getti di plasma freddo hanno ha la capacità di combattere diverse specie di batteri come lo Staphylococcus aureus e Pseudomonas aeruginosa. Gli antibiotici attualmente in commercio non sono particolarmente efficaci contro questa forma batterica.Il plasma (a bassa temperatura, 35-40 gradi centigradi) è stato testato nei ratti, e un trattamento di 10 minuti è stato efficace per uccidere i batteri e agevolare la guarigione delle ferite. Nella fattispecie, il plasma a bassa temperatura ha ucciso fino al 99% dei batteri che si trovano all’interno di biofilm cresciuti in laboratorio, dopo un periodo di cinque minuti, mentre il plasma stesso ha ucciso il 90% dei batteri che infettano le ferite della pelle dei topi dopo un periodo di 10 minuti. “Il plasma freddo è in grado di uccidere i batteri, danneggiando il DNA microbico senza intaccare i tessuti umani”, ha dichiarato Ermolaeva. Il team di ricerca prevede di continuare le ricerche al fine di migliorare la tecnica e sperimentare utili applicazioni mediche. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Medical Microbiology. Fonte e approfondimento

Un dispositivo che produce energia elettrica in modo ibrido da luce e calore

Un prototipo di dispositivo in grado di generazione energia elettrica da fonti naturali, è stato presentato in questi giorni dai Fujitsu Laboratories. Si tratta di un congegno che combina due dispositivi in uno per generare energia elettrica in modo semplice, “pulito” e poco costoso. Lo strumento messo a punto dai Fujitsu Laboratories Ltd. permette la “raccolta di energia” sfruttando in modo ibrido le fonti di calore e luce. Il dispositivo è composto da materiale organico, il che rende il processo di fabbricazione poco costoso e con un’alta efficienza energetica. È in grado di produrre energia da fonti di calore così come produrre energia per illuminazione interna ed esterna utilizzando il fotovoltaico. Secondo Fujitsu, il nuovo dispositivo potrà trovare impiego commerciale a partire già dal 2015. I dettagli della nuova tecnologia sono stati presentati in occassione dell’IEEE International Electron Devices Meeting 2010 (IEDM 2010) che si è tenuto a San Francisco dal 6 all’8 di dicembre.Fonte e approfondimenti

Clonate altre quattro pecore prelevando tessuto dalla pecora Dolly

Sette anni dopo la morte della pecora Dolly, il primo essere clonato utilizzando una cellula somatica adulta, quattro nuove pecore sono state clonate utilizzando campioni di tessuto congelato di Dolly. Il tutto è stato messo a punto dalla professoressa Keith Campbell, uno dei biologi che aveva partecipato alla clonazione di Dolly, presso l’Università di Nottingham. Nel 1996, la pecora Dolly, chiamata così in onore del cantante country Dolly Parton, era stata clonata presso il Roslin Institute vicino a Edimburgo in Scozia. Era il primo mammifero ad essere clonato utilizzando una cellula adulta da una ghiandola mammaria, ed è stato elogiato come un fenomeno scientifico a livello mondiale. Purtroppo, nel tempo, Dolly si è ammalata di artrite e polmonite e così, alla giovane età di sei anni, Dolly è deceduta. Campbell ha così deciso di clonare Dolly per verificare se in questi anni il progresso nella ricerca sarà utili per creare cloni in grado di non ammalarsi così come è stato per Dolly. “Non hanno problemi di salute e non mostrano nessuno dei segni di sviluppare l’artrite che aveva Dolly” ha dichiarato Campbell. Fonte

Presto uno spray per dire addio al raffreddore

Ricercatori dell’Università di Cambridge hanno messo a punto una tecnica che, grazie all’utilizzo di particolari anticorpi e una proteina, conosciuta come Trim 21, permette di distruggere il virus del raffreddore appena questo entra in contatto con la nuova sostanza (basterebbero 1 o 2 ore per portare a termine la distruzione totale del virus). Secondo il prof. Leo James, coordinatore della ricerca, un primo farmaco potrebbe essere già disponibile entro i prossimi dieci anni, una sorta di spray nasale. Se ciò fosse vero, si tratterebbe di una svolta epocale contro una delle malattie più diffuse sul pianeta e non solo, infatti, aprirebbe la strada allo studio di altre patologie simili che ogni anno sono causa di morte. Lo studio è stato pubblicato sul magazine scientifico Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS)

Ricercatori sviluppano nuovi impianti ossei in schiuma di titanio

Ricercatori dell’Istituto Fraunhofer a Dresda hanno messo a punto un nuova tipologia di impianto osseo che ha una configurazione strutturale, identica a quella naturalmente presente nell’osso umano, ma che di fatto è composta da una particolare schiuma di titanio. L’ing. Peter Quadbeck del Fraunhofer Institute è il team leader del progetto TiFoam, ha spiegato che l’impianto in titanio espanso risulta rigido e flessibile come un vero e proprio osso umano e, cosa ancora più importante, non permette la crescita di ossa circostanti l’impianto. La porosità del materiale consente a vasi sanguigni e cellule ossee di crescere naturalmente nei pori. Fonte

Un filtro per rendere potabile l’acqua infetta da batteri

Colera, epatite e tifo sono solo alcuni dei batteri che è possibile riscontrare in sorgenti d’acqua nei paesi in via di sviluppo. Ricercatori dell’Università di Stanford hanno scoperto una nuova tecnica a basso costo che potrebbe essere impiegata per depurare le acquee di queste aree. Gli scienziati Yi Cui e Sarah Heilshorn, hanno messo a punto un filtro (80.000 volte più veloce rispetto a quelli tradizionali), che grazie a un campo elettrico (generato da una batteria da 12volt come quella di un’automobile o da un piccolo pannello solare), è in grado di debellare ogni batterio presente nell’acqua. Il filtro è composto da un panno di cotone contenente una serie di nano tubi di carbonio e nanofili di argento (in quantità talmente misera che l’impiego comporta un costo trascurabile), quest’ultimo noto per le sue proprietà battericide. Un test ha dimostrato come un campione d’acqua infetto da Escherichia coli, e sottoposto all’innovativo filtro, è stato “ripulito” in pochi secondo per il 98%. Fonte e approfondimenti

Un foglio Excel per classificare il gene responsabile del tumore al seno

Robin Hallett, neo-laureato coordinato dal dr.John Hassell e sostenuto da altri membri del suo gruppo di ricerca presso la McMaster University in Ontario, ha messo a punto un algortimo in Microsoft Excel che permette ai ricercatori di classificare e identificare in modo molto rapido il gene responsabile del tumore al seno. Hallett ha dichiarato: “Fino ad oggi, la ricostruzione di una tale firma genetica ha richiesto l’uso di clustering di PC e di vari algoritmi di classificazione, che a loro volta necessitano di software specializzati e alta formazione bioinformatica. Un punto fondamentale della nostra ricerca, è il software adoperato, infatti, tutte le fasi del nostro algoritmo sono state improntate utilizzando Microsoft Excel 2007, un’applicazine facilmente accessibile da tutta comunità di ricerca biologica”. Fonte e approfondimenti

Tè in bottiglia meno benefico di quello fatto in casa

Il tè è noto per i suoi effetti benefici sulla nostra salute, questo grazie ai polifenoli (antiossidanti naturali) in esso contenuti. Una foglia di di tè appena raccolta si compone per ben il 30% di polifenoli. Una recente ricerca ha evidenziato come le bottiglie di tè vendute nei supermercati in realtà non offrono il medesimo contenuto di polifenoli riscontrabili in una tisana preparata a casa. I consumatori dovrebbero bere 20 bottiglie di tè comprato al supermercato per pareggiare il contenuto di polifenoli presenti in un infuso preparato a casa. Shiming Li, Ph.D. e il professor Tang Chi-Ho, insieme ad un team di scienziati, ha annunciato i risultati della ricerca in occasione del 240mo Congresso Nazionale della American Chemical Society (ACS). Sono stati presi in esame sei diverse marche di tè da supermercato (non indicate nel rapporto) e appurato il basso contenuto di polifenoli. Tre delle marche di tè in bottiglia conteneva “virtualmente” antiossidanti, mentre le altri tre avevano piccole quantità, tali da non apportare nessun vantaggio salutare. Fonte e approfondimenti

Riso nero, il cibo anticangerogeno per eccellenza

Il riso nero, secondo una ricerca svolta da un team di ricercatori della Louisiana State University, è un vero toccasana per combattere malattie del cuore e cancro. Analizzando diversi campioni di crusca di riso nero coltivato nel sud dell’America, si è scoperto che l’alimento contiene un quantitativo eccezionale di anti-ossidanti, in quantità maggiore anche a prodotti come il mirtillo, ribes, peperoni e via dicendo. Zhimin Xu coordinatore della ricerca ha dichiarato: “Un solo cucchiaio di crusca di riso nero contiene più antiossidanti antociani di quelli che si trovano in un cucchiaio di mirtilli, ma con meno zucchero e più fibre e vitamina E”. I risultati della ricerca sono stati presentati a Boston in occasione del 240esimo Congresso dell’American Chemical Society (Acs). Link per approfondimenti

Combattere la dipendenza da cocaina con un estratto di Pueraria

Un recente studio della Gilead Science coordinato dalla dott.ssa Lina Yao e pubblicata sul magazine scientifico Nature Medicine, dimostra come la Pueraria (conosciuta anche come Kuzdu), può essere impiegata per combattere la dipendenza da cocaina. Si tratta di una pianta leguminosa della famiglia delle Fabacee, originaria del sud ovest dell’Asia e molto diffusa negli Stati Uniti. Nelle prove di laboratorio, ad alcune cavie indotte a dipendenza da cocaina è stato poi somministrato un estratto della pianta contentenyte l’inibitore della aldeide-deidrogenasi-2 (ALDH2), constatando nei roditori un aumento dei livelli di tetraidropapaveroline (Thp), diminuendo l’effetto dopamina (provocato dalla droga). Si aspetta ora di provare il farmaco sugli esseri umani. Fonte

Un nuovo gel vaginale per dimezzare rischi di infezione HIV

Durante la Conferenza Internazionale sull’Aids di Vienna è stato presentato un nuovo gel vaginale contenente il farmaco Tenofovir. Secondo gli studi clinici sudafricani, che hanno visto coinvolte 889 donne sessualmente attive della provincia africana del Kwazulu Natal, il nuovo prodotto è in grado di dimezzare il rischio per le donne di ammalarsi di Hiv. Rispetto a un gel normale, il nuovo prodotto è in grado, nel primo anno di utilizzo di dimezzare i rischi, su un periodo di due anni e mezzo il rischio diminuisce al 39%. I risultati, presentati di recente sul magazine scientifico Nature, dovranno ora essere confermati da ulteriori test. Fonte e approfondimenti

Olio di pesce per prevenire tumore al seno

Che gli omega-3 fossero un toccasana per l’organismo, era già risaputo, ora arriva la notizia che tale concentrato di olio di pesce si rivela un ottimo ritrovato per diminuire il rischio di insorgenza di tumore al seno, si parla di anche fino a un terzo di probabilità in meno. Il risultato scaturisce da una ricerca americana del Centro di ricerca sul cancro Fred Hutchinsopubblicata di recente pubblicata sul magazine scientifico Cancer Epidemiology, Biomarkers and Prevention. Il test ha visto protagoniste 35 mila donne in post menopausa, su quelle sottoposte a cura con olio di pesce, si è riscontrata una riduzione del rischio di tumore al seno del 32%. Fonte a approfondimento.

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