Archivio categoria 'Scoperte scientifiche'

Ricercatori producono benzina verde dagli alberi di pioppo e da una graminacea

Il professor George Huber della University of Massachusetts-Amherst (UMass) e gli studenti Torren Carlson e Tushar Vispute hanno pubblicato un articolo sul magazine Chemistry & Sustainability del 7 aprile, in cui affermano di aver dato vita ad un processo capace di produrre combustibile ecologico a partire da una graminacea  volgarmente denominata Panico verga (in inglese Switchgrass) e dagli alberi di pioppo. L’intero processo che porta alla formazione di alcune componenti del carburante impiega appena due minuti, i composti che si ottengono sono il toluene e il naftalene, due dei diversi componenti che costituiscono la benzina. La sostanza ottenuta potrà quindi essere trattata per ricavare le componenti mancanti e creare, quindi, un composto molto simile alla benzina e con il numero di ottani necessario. Fonte e approfondimenti


Grazie a Google Earth scopre un nuovo cratere prodotto da un meteorite

Il geologo Arthur Hickman, grazie all’utilizzo di Google Earth ha scoperto un nuovo cratere, battezzato  con lo stesso cognome del geologo, formatosi dall’impatto di un meteorite sulla crosta terrestre. Il cratere si trova nella regione montagnosa dell’Hamersley Range in Australia, a circa 35km a nord da Newman. Durante un’esplorazione su Google Earth, Hickman si è imbattuto in una strano forma circolare, ha quindi scattato uno screenshot e inviato lo stesso al collega dr. Andrew Glickson dell’Australian National University, lo stesso recatosi sul luogo ha appurato trattasi di un cratere con tanto di pezzi di meteorite rimasti nella cavità formatasi. Secondo una prima stima si tratterebbe di un cratere formatosi dai 10.000 ai 100.000 anni fa. Nonostante l’area fosse stata mappata nessuno si era ancora accorto del cratere. A questo indirizzo un’altra serie di foto del cratere. Fonte


Il segreto del colore blue dei Maya sta in un minerale

Il colore blu utilizzato dall’antico popolo dei Maya ora non ha più segreti. Per anni ci si è chiesti come fosse possibile che tale colore, ottenuto mescolando a caldo alcuni pigmenti color indaco con una particolare argilla, sia rimasto indelebile per centinaia di anni. Ora alcuni scienziati, guidati dall’antropologo Gary Feinman del Field Museum di Chicago, analizzando alcune ceramiche Maya ritrovate nella penisola dello Yucatan, sembra siano riusciti a carpirne gli ingredienti segreti. Il pigmento segreto sarebbe un particolare minerale denominato palygorskite conosciuto anche come attapulgite. Lo studio è stato pubblicato nel numero di ieri del British journal Antiquity.

Basta un solo capello per risalire al luogo dove vive una persona

Presso l’Università dello Utah è stata messa a punto una nuova tecnica, già utilizzata in un caso forense, che permette di risalire al luogo dove vive una persona semplicemente analizzando un capello. Un’indagine che si rivela utilissima nel caso di delitti. Il test, di cu si parla ampiamente sul magazine Proceedings of the National Academy of Sciences, si basa sul fatto che sui capelli rimane traccia del tipo di acqua del rubinetto che beviamo, acqua che da luogo a luogo è chimicamente diversa. La validità del nuovo test è stata provata su campioni di capelli raccolti da parrucchieri di 65 città in 18 stati americani. La prova ha permesso di risalire con precisione al luogo di provenienza della persona oggetto dell’esame. Link per approfondimenti

Le calze che si autoriparano in caso di strappi

Ricercatori del Centre National de la Recherche Scientifique (Cnrs) di Parigi hanno messo a punto un particolare materiale che ha permesso di realizzare delle calze capaci di auto-riparare uno strappo, inestetismo ben conosciuto da ogni donna. Per riparare la smagliatura basterà unire i due lembi di tessuto scucito e dopo appena 15 minuti lo strappo si rimarginerà in modo autonomo, senza lasciar trasparire nessuna rammendatura. Il materiale gommoso, in futuro, potrà anche essere impiegato per creare altre tipologie di tessuto nonché, per esempio, essere adoperato per la creazione di vasi di vetro indistruttibili, vernici che si riparano automaticamente in caso di graffi, etc.


Creato colore nero che assorbe completamente la luce, più nero di così non si può!

Alcuni ricercatori del Rensselaer Polytechnic Insitute e della Rice University, guidati da Shawn-Yu Lin, hanno messo a punto una procedura capace di creare un colore nero in grado di assorbire il 99,955% della luce che lo colpisce, capace, quindi, di annullare totalmente l’effetto riflessione. Si tratta di un materiale che supera un precedente primato di un altro colore capace di riflettere solo lo 0,17% di luce. La struttura chimica che compone il nuovo colore è stata ricavata da fibre concave dallo spessore di un atomo. Link per approfondimenti

Il super orologio che non perde un secondo per oltre 200 milioni di anni

Scienziati americani del JILA hanno messo a punto un super orologio che a loro detta è in grado di non perdere o guadagnare neanche un secondo per oltre 200 milioni di anni d’utilizzo. Si tratta dell’orologio atomico più preciso al mondo, che surclassa nettamente un altro orologio messo a punto e usato presso lo US Commerce Department’s National Institute of Standards and Technology, e che garantisce una precisione al secondo per oltre 80 milioni di anni. Un orologio così performante è di vitale importanza soprattutto per quanto riguarda i viaggi spaziali, in cui un minimo marginale sbaglio temporale può causare la non riuscita della missione, altresì orologi così performanti possono aiutare i fisici a studiare e capire la natura dell’universo. L’orologio è composto da migliaia di atomi di stronzio sospesi in griglie composte da luce laser. Le griglie intrappolando gli  atomi permettono ai ricercatori di misurare l’energia sviluppatasi all’interno e quindi associare a tali informazioni una misura temporale. Link per approfondimenti

Power Shirt: arrivano i primi indumenti in grado di auto-generare energia

Qualche giorno fa ho comunicato la notizia di un dispositivo che applicato al ginocchio è in grado di generare energia e ricaricare, per esempio, un cellulare. Arriva oggi invece la notizia che un team di ricercatori della School of Materials Science and Engineering del Georgia Tech, guidati dal professor Zhong Lin Wang, ha messo a punto delle particolari camicie in grado di generare energia e di alimentare piccoli dispositivi mobile. La produzione di energia avviene grazie a dei nano-generatori organizzati a mo di spazzole che sfregandosi tra loro, grazia al movimento del corpo umano, producono energia. I miliardi di nano generatori vengono ovviamente intessuti tra loro camuffandosi nel tessuto che compone l’indumento stesso. Link per approfondimenti

Addio alle siringhe, il vaccino si effettua con un tatuaggio

Un gruppo di ricercatori del German Cancer Research Center di Heidelberg, in Germania, e coordinato da Martin Muller, ha scoperto come ottenere una risposta immunitaria fino a sedici volte maggiore nella somministrazione dei vaccini al DNA. La tecnica, sperimentata sulla pelle di cavie da laboratorio, consiste nel creare una sorta di tatuaggio, senza quindi ricorrere ad aghi e siringhe per le classiche iniezioni. Tre dosi di vaccino al Dna hanno generato un livello di anticorpi sedici volte maggiore rispetto a tre intramuscolari. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Genetic Vaccines and Therapy.

Scienziati scoprono come cambiare colore ad un qualunque metallo

Presso l’Università di Rochester il professor Chunlei Guo e il suo assistente Anatoliy Vorobeyv , hanno inventato un nuovo metodo che permette di alterare il colore della superficie di diverse tipologie di metallo. E’ così possibile creare alluminio dal colore dorato, platino nero, argento blu, e via discorrendo. La tecnica impiegata vede l’utilizzo di un particolare laser (Femtosecond Laser), variandone opportunamente alcuni parametri è possibile determinare il colore della superficie. Nella fattispecie, si creano strutture microscopiche, nell’ordine dei nanometri e micrometri, che, a seconda, della loro inclinazione riflettono un colore piuttosto che un altro, dando quindi vita ad una superficie colorata. Si apre così una nuova strada nella produzione di oggetti che non necessariamente dovranno subire una fase di colorazione bensì colorati già in fase di progettazione. Attualmente per colorare una barretta di metallo dalle dimensioni di una moneta il sistema impiega circa 30 minuti, i ricercatori stanno lavorando per raffinare la tecnica e abbassare drasticamente il tempo necessario. Fonte

Basta uno sguardo per capire quanti anni hai

Presso le Università di Copenhagen e Aarhus si è individuata una nuova tecnica che permette, tramite il metodo del carbonio 14 e grazie a all’individuazione di alcune proteine presenti nel cristallino, di conoscere l’anno di nascita di una qualunque persona. Tale tecnica potrà rivelarsi utilissima per gli investigatori forensi, infatti, basterà analizzare l’occhio di un cadavere per poterne stabilire l’età, nel caso in cui, per qualsivoglia motivo, non sia stato possibile accertarla diversamente. La ricerca è stata pubblicata sul magazine online PLoS One. Link per approfondimenti

Fai sport? La tua età biologica è di 10 anni più giovane rispetto chi non lo fa

Una ricerca condotta da Lynn Cherkas del King’s College di Londra e resa pubblica sugli Archives of Internal Medicine ha dimostrato che chi pratica sport risulta, biologicamente parlando, almeno 10 anni più giovane di chi svolge una vita sedentaria. Lo studio ha preso in esame 2401 coppie di gemelli geneticamente identiche; dei due fratelli uno praticava assidua attività sportiva, l’altro svolgeva una vita più rilassata. L’unità di misura impiegata per analizzare l’età biologica, sono stati i telomeri, ovvero strutture terminali dei cromosomi che, con il passare del tempo, si riducono sensibilmente. Dai test effettuati sulle coppie di gemelli, basterebbero tre ore e mezzo la settimana di attività sportiva per far si che il processo di ossidazione dei telomeri subisca un netto ritardo, giovando quindi all’intero corpo. Fonte Repubblica.it

Creato in laboratorio primo embrione-clone umano

La Stemagen, società californiana, ha annunciato per la prima volta al mondo, di avere creato un embrione-clone umano a partire da una cellula della pelle. Secondo il team di ricerca si è riusciti in questo grande traguardo scientifico grazie all’opportuna modifica di una cellula usando cellule somatiche di due uomini e ovuli di tre donne. Sono stati così generati 21 embrioni, 5 dei quali sono sopravvissuti e cresciuti fino allo stato di blastocisti. A questo stadio dello sviluppo, si sono formate le cellule staminali embrionali con lo stesso patrimonio genetico del donatore della cellula della pelle. Fonte RAI

L’infrarosso per trasferire il contenuto di un CD in un secondo

Sui telefoni cellulari, sui notebook e su altri dispositivi hi-tech di qualche tempo fa, veniva montato un ricevitore/trasmettitore ad infrarosso che permetteva il dialogo e trasferimento dati con altri dispositivi dotati della medesima tecnologia. Nel tempo l’infrarosso è stato sostituito dal bluetooth e Wi-Fi, soluzioni più moderne e in grado di garantire un trasferimento dati nettamente più veloce. Oggi, alcuni ricercatori giapponesi della KDDI R&D Laboratories riportano in auge il vecchio glorioso infrarosso, dichiarando di aver messo a punto una soluzione in grado di aumentare la velocità di trasferimento, dai teorici 4Mbps, a circa 1000Mbps. Una nuova tipologia di LED che permette, per intenderci, di trasferire l’interno contenuto di un CD-Rom in appena un secondo. Non meravigliamoci, quindi, se nei prossimi cellulari e notebook rivedremo comparire la mita porta Infrared.

Scoperto un antigelo commestibile. Addio ai cibi che si deteriorano facilmente

Un chimico statunitense, Srinivasan Damodaran, della University of Wisconsin-Madison, ha messo a punto una componente antigelo commestibile, che impedirebbe a molti alimenti congelati di deteriorarsi qualora questi subiscano repentini cambi di temperatura e successivi ricongelamenti. Pensate ad una vaschetta di gelato cremoso che all’aumentare della temperatura inizia a produrre cristalli di ghiaccio sempre più consistenti, se questa dopo un certo periodo di tempo viene ricongelata, il risultato è la formazione di fastidiosi elementi di ghiaccio che deteriorare non solo l’aspetto ma anche l’iniziale soave gusto cremoso. L’antigelo commestibile di Damodaran potrebbe evitare tale spiacevole risultato per il nostro palato. Il composto antigelo è formato da una particolare gelatina commestibile ottenuta tramite un enzima contenuto nella papaia, enzima che evita la formazione di granuli di ghiaccio nei cibi. Link per approfondimenti

Una proteina dei capelli promette una facile rigenerazione dei nervi

Una proteina presenta nei capelli umani, nella fattispecie, la cheratina, sarebbe capace di dare nuova linfa ai tessuti nervosi favorendone la ricrescita in caso di recisione o traumi degli stessi. La scoperta la si deve ad alcuni scienziati della Wake Forest University School of Medicine, a detta di uno dei ricercatori, il dottor Mark Van Dyke, “abbiamo riscontrato che i nervi sottoposti a trattamento con cheratina, riesco a recuperare le loro normali funzionalità in un tempo molto minore e più consistentemente”. Finora la riparazione di un nervo si è ottenuta mediante impianto di una “prolunga” nervosa prelevando un pezzo di nervo da zone del corpo in cui ve ne sono abbastanza. Altra tecnica consiste nel creare una zona tubolare vuota tra i due nervi recisi e favorire la ricrescita tramite del collagene. L’idea dei ricercatori è proprio quella di sostituire il collagene con elementi a base di cheratina.

Un materiale in grado di fermare la luce

Un team di ricercatori guidati da Ortwin Hess dell’Università di Surrey ha messo a punto una nuova tipologia di materiale capace di rallentare la luce fino a fermarla, imprigionandola in una sorta di arcobaleno cristallizzato, capace di racchiudere le diverse frequenze della luce e generando quindi, disparate colorazioni. L’impresa è abbastanza ardua se si pensa che la velocità della luce è pari a 299.792.458 m/s. Il metamateriale, attualmente in fase prototipale, è capace di bloccare la luce emessa da fonti infrarossi e/o microonde.  Nel futuro si potrà impiegare il materiale come sostituto degli elettroni per lo scambio di informazioni tra sistemi elettronici, con un notevole incremento delle prestazioni computazionali e un notevole risparmio energetico.

Scoperto il gene che permette di ringiovanire la pelle

Howard Chang della Stanford University School of Medicine ha di recente scoperto che basta bloccare l’azione di un solo gene per evitare l’invecchiamento della pelle, anzi per addirittura fare in modo di ringiovanirla. L’esperimento è stato svolto su una cavia da laboratorio, bloccando il gene NF-Kappa-B, si è dimostrato che appena dopo due settimane la pelle dei roditori era simile a quella di esemplari più giovani. Una scoperta, che se i testi appureranno possa essere impiegata senza rischi di alcuna sorta sugli esseri umani, potrà rivoluzionare il nostro viver quotidiano.

Creato in laboratorio un topo che non si ammala di tumore

Ricercatori dell’Università del Kentucky, guidati dal dottor Vivek Rangnekar, hanno messo a punto un gene, il Par-4, capace di produrre una particolare proteina in grado di attaccare e distruggere le sole cellule tumorali, lasciando inalterate le cellule sane. Il gene è stato attivato in una cavia di laboratorio che, oltre a risultare immune ai tumori, non presentava neanche effetti collaterali indesiderati. Ora si pensa all’implementazione del gene nell’uomo tramite un trapianto di midollo osseo. Tuttavia prima che questo possa accadere passerà almeno un decennio, nel frattempo si continuerà a sperimentare sui topi da laboratorio.

Un nuovo combustibile creato con il solo ausilio dell’acqua di mare

Il ricercatore John Kanzius, intento nello studio del cancro, in un esperimento in cui impiegava uno strumento generatore di radio-frequenze per desalinizzare l’acqua di mare, ha appurato che il sistema ha letteralmente incendiato l’acqua a tal punto da produrre una fiammata di oltre 1.700°C. Rustum Roy, professore emerito della Pennsylvania State University, ora intende scoprire se le elevate temperature raggiunte nella fase di combustione dell’acqua potrebbero essere impiegate per mettere in moto il motore di un’automobile o di un mezzo pesante. Fonte


Sei un fumatore o fai uso di droghe pesanti?! Le tue impronte lo rivelano

Alcuni scienziati della University of East Anglia e del King’s College di Londra  sostengono di aver messo a punto un nuovo metodo in grado di carpire, dalla scansione di un’impronta digitale, se il soggetto è un fumatore, un assiduo bevitore di caffè e se questi fa uso di droghe pesanti. Il test può anche essere fatto da impronte rivelate su un oggetto senza quindi dover per forza di cosa avere il soggetto di fronte. La tecnica consiste nel rilevare sulle creste delle impronte digitali microparticelle di sudore dell’individuo andando a verificare la presenza di opportuni  metaboliti, ovvero sostanze che prendono parte alle reazioni chimiche che avvengono nell’organismo o comunque che derivano da esse. Analizzando quindi le stesse è possibile capire la sostanza originaria riconducibile alle abitudini del soggetto. Per esempio il metabolita cotinine se rivelato identifica l’uso di nicotina e quindi che il soggetto è un fumatore, così via dicendo. Grazie poi a degli opportuni agenti è possibile realizzare delle fluorescenze direttamente sull’impronta, a seconda del metabolita riscontrato la fluorescenza cambierà di colore.

Un nuovo processo per creare facilmente idrogeno da utilizzare come combustibile

Alcuni ricercatori della Purdue University, Woodall Jerry, Charles Allen e Jeffrey Ziebarth,  hanno annunciato un nuovo metodo che consente di ottenere idrogeno utilizzando della semplice acqua in aggiunta all’alluminio e al gallio. L’idrogeno così ottenuto è stato utilizzato per far funziona re un motore a combustione interna. A detta degli inventori, l’idrogeno può essere impiegato in tutti quei motori di basso consumo come generatori elettrici, falciatrici, troncatrici e, in teoria, anche come sostituto di benzina per le automobili. L’idrogeno viene spontaneamente generato quando l’acqua viene aggiunta alla lega d’alluminio e al gallio. Chimicamente parlando, l’alluminio reagisce poiché attratto dall’ossigeno contenuto nell’acqua, sprigionando idrogeno. Il gallio riveste un ruolo importantissimo poiché ostacola la formazione di una patina sull’alluminio subito dopo l’ossidazione dello stesso. Tale patina, infatti, ostacolerebbe la successiva reazione creando una sorta di barriera. Da notare che il gallio non reagendo non viene consumato e quindi può essere riutilizzato innumerevoli volte. Quest’ultimo è un dato molto importante, infatti, diversamente il gioco forse non avrebbe valso la candela, visto che il gallio ha un costo molto più esoso rispetto all’alluminio. A detta dei ricercatori il processo non produce nessun vapore tossico. La procedura è stata ora sottoposta al vaglio dell’Ufficio Brevetti americano. Fonte

Alcuni fisici progettano un tunnel invisibile

Secondo alcuni recenti studi matematici è possibile realizzare una sorta di tunnel invisibile, nella fattispecie si tratterebbe di un tunnel che dai lati risulterebbe invisibile convogliando tutta la luce al centro dello stesso. Il meta-materiale che potrà essere impiegato dovrà piegare i raggi della luce non facendo riflettere la luce stessa e quindi rendendo invisibile i bordi. Il fisico John Pendry dell’Imperial College di Londra, uno dei promotori dell’idea, ha dichiarato che grazie a questa nuova scoperta sarà più semplice creare una sorta di passaggio segreto, invisibile, tra un posto e un altro. Insomma, la tecnica di realizzazione sembra esserci e dare ottime speranza, non rimane che dare tempo ai ricercatori per realizzare in pratica quanto dimostrato da formule matematiche. Fonte

La macchina del sonno artificiale non è più una chimera

SaluteMagazine segnala: Presto potrebbe essere disponibile per tutti una sorta di macchina del sonno artificiale da utilizzare all’occorrenza per ritemprarsi e avere così il cervello e il proprio corpo sempre al top… continua

Un super materiale, più duro del diamante, da produrre facilmente e a costi bassissimi

Il noto magazine Science riporta una notizia secondo la quale ricercatori dell’Università della California hanno messo a punto un nuovo tipo di materiale tanto duro da riuscire a scalfire un diamante. La produzione di tale materiale, a detta degli scienziati, è economica e di facile realizzazione. La struttura del nuovo materiale è data da una mescola di renio e boro, una struttura molto simile a quella del diamante considerato fino ad oggi il materiale naturale con la durezza più elevata in natura. I ricercatori Sarah Tolbert e Richard Kaner asseriscono che la produzione di un materiale come il diamante è molto costosa, poiché la produzione richiede pressioni altissime, ciò non è richiesto per quanto riguarda invece questa nuova tipologia di materiale. La produzione avviene miscelando insieme ad alte temperature il renio con il boro, quindi facendo passare energia elettrica nella mescola e formando degli opportuni stampi.  Il composto dovrebbe anche poter tagliare l’acciaio senza reagire chimicamente con il ferro.

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