Archivio categoria 'Salute'

Nivi, la nuova tecnica per riscontrare cellule tumorali in cinque minuti

L’attesa che accompagna i risultati della biopsia, potrebbe presto essere un ricordo. Infatti, una nuova tecnica sviluppata presso l’Università dell’Illinois permette in appena cinque minuti di identificare eventuali malformazioni tumorali con una percentuale di successo del 99%. La tecnica, denominata “Nivi” (nonlinear interferometric vibrational imaging), testata su cellule tumorali prelevate da tessuto di ratto, ha prodotto immagini in grado di delineare perfettamente le zone tumorali. “L’attuale indagine, avviene in modo molto soggettivo, un patologo esamina le cellule al microscopio e in base alla disposizione, la struttura e la morfologia delle stesse trae le conclusioni”, ha dichiarato Stephen A. Boppart, a capo del progetto di ricerca. Il metodo messo a punto dai ricercatori, invece, è esclusivamente scientifico, piuttosto che concentrarsi sulla struttura delle cellule e dei tessuti, Nivi valuta e costruisce immagini basate sulla composizione molecolare dei tessuti; le cellule normali hanno alte concentrazioni di lipidi, mentre le cellule cancerose producono più proteina, con l’identificazione delle cellule con concentrazioni di proteine elevate, i ricercatori hanno potuto distinguere con precisione tra tumori e tessuti sani. Il team di ricerca pubblicherà i risultati completi della loro ricerca nel prossimo numero del magazine scientifico Cancer Research (disponibile dal prossimo 1 dicembre). Fonte


Presto uno spray per dire addio al raffreddore

Ricercatori dell’Università di Cambridge hanno messo a punto una tecnica che, grazie all’utilizzo di particolari anticorpi e una proteina, conosciuta come Trim 21, permette di distruggere il virus del raffreddore appena questo entra in contatto con la nuova sostanza (basterebbero 1 o 2 ore per portare a termine la distruzione totale del virus). Secondo il prof. Leo James, coordinatore della ricerca, un primo farmaco potrebbe essere già disponibile entro i prossimi dieci anni, una sorta di spray nasale. Se ciò fosse vero, si tratterebbe di una svolta epocale contro una delle malattie più diffuse sul pianeta e non solo, infatti, aprirebbe la strada allo studio di altre patologie simili che ogni anno sono causa di morte. Lo studio è stato pubblicato sul magazine scientifico Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS)


TRESK, il gene responsabile delle emicranie

Scienziati dell’Università di Oxford hanno scoperto un gene, conosciuto come TRESK, responsabile del più sempre più annoso problema dell’emicrania, una patologia che ormai si stima colpisce una persona su cinque in modo ciclico. I ricercatori hanno sottoposto ad accurato test un campione di DNA prelevato da diversi pazienti affetti dal disturbo. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sul magazine scientifico Nature Medicine e sottolineano come nessuno prima d’ora era riuscito a isolare un gene responsabile dell’insorgere della cefalea, tutti gli studi precedentemente effettuati sono riusciti solo a identificare le zone del nostro Dna che aumentano il rischio generale nella popolazione. Il gene TRESK sarebbe direttamente interessato nel percorso di segnalazione chimica del potassio, che potrebbe innescare l’ipereccitabilità dei neuroni in particolare aree cerebrali. Fonte

Rischio di infarto? Ora te lo dicono i capelli

Uno studio effettuato presso l’Università del Western Ontario e coordinato dai professori Gideon Koren e Stan Van Uum, dimostra come il capello durante la sua crescita registra i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress), evidenziando un elevato livello dello stesso nei casi di persone affette da infarto. Per giungere a tale conclusione i ricercatori hanno analizzato 56 persone volontarie colpite da infarto, raffrontandole con un gruppo di persone sane. Nelle persone infartuate il livello di cortisolo presente nei capelli era nettamente superiore rispetto alle persone non colpite dalla malattia cardiaca. Gli attuali test per predire una forma d’infarto, sono attendibili ma di efficacia limitata. Il nuovo test, invece si dimostra efficace retroattivamente e anche in modo post-attivo. Il dott. Koren ha dichiarato: “In media i capelli crescono di un centimetro ogni mese, esaminando quindi un campione lungo sei centimetri il nuovo test permette di determinare i livelli di stress dei sei mesi precedenti”. Link per approfondimenti

Tè in bottiglia meno benefico di quello fatto in casa

Il tè è noto per i suoi effetti benefici sulla nostra salute, questo grazie ai polifenoli (antiossidanti naturali) in esso contenuti. Una foglia di di tè appena raccolta si compone per ben il 30% di polifenoli. Una recente ricerca ha evidenziato come le bottiglie di tè vendute nei supermercati in realtà non offrono il medesimo contenuto di polifenoli riscontrabili in una tisana preparata a casa. I consumatori dovrebbero bere 20 bottiglie di tè comprato al supermercato per pareggiare il contenuto di polifenoli presenti in un infuso preparato a casa. Shiming Li, Ph.D. e il professor Tang Chi-Ho, insieme ad un team di scienziati, ha annunciato i risultati della ricerca in occasione del 240mo Congresso Nazionale della American Chemical Society (ACS). Sono stati presi in esame sei diverse marche di tè da supermercato (non indicate nel rapporto) e appurato il basso contenuto di polifenoli. Tre delle marche di tè in bottiglia conteneva “virtualmente” antiossidanti, mentre le altri tre avevano piccole quantità, tali da non apportare nessun vantaggio salutare. Fonte e approfondimenti

Riso nero, il cibo anticangerogeno per eccellenza

Il riso nero, secondo una ricerca svolta da un team di ricercatori della Louisiana State University, è un vero toccasana per combattere malattie del cuore e cancro. Analizzando diversi campioni di crusca di riso nero coltivato nel sud dell’America, si è scoperto che l’alimento contiene un quantitativo eccezionale di anti-ossidanti, in quantità maggiore anche a prodotti come il mirtillo, ribes, peperoni e via dicendo. Zhimin Xu coordinatore della ricerca ha dichiarato: “Un solo cucchiaio di crusca di riso nero contiene più antiossidanti antociani di quelli che si trovano in un cucchiaio di mirtilli, ma con meno zucchero e più fibre e vitamina E”. I risultati della ricerca sono stati presentati a Boston in occasione del 240esimo Congresso dell’American Chemical Society (Acs). Link per approfondimenti

Ricerca: tra nicotina e cancro al seno netto legame

Un team di scienziati della Taipei Medical University di Taiwan hanno pubblicato i risultati di una ricerca che mette in relazione la nicotina delle sigarette con lo sviluppo del cancro al seno. Secondo lo studio che ha preso in esame 276 donne malate di cancro al seno, i recettori nicotinici nelle cellule di cancro al seno sono di gran lunga maggiori rispetto alle cellule normali non affette da tumore.  Lo studio ora si concentra sulla verifica dei medesimi effetti anche da parte di cerotti e gomme da masticare a base di nicotina. Fonte e approfondimenti

Combattere la dipendenza da cocaina con un estratto di Pueraria

Un recente studio della Gilead Science coordinato dalla dott.ssa Lina Yao e pubblicata sul magazine scientifico Nature Medicine, dimostra come la Pueraria (conosciuta anche come Kuzdu), può essere impiegata per combattere la dipendenza da cocaina. Si tratta di una pianta leguminosa della famiglia delle Fabacee, originaria del sud ovest dell’Asia e molto diffusa negli Stati Uniti. Nelle prove di laboratorio, ad alcune cavie indotte a dipendenza da cocaina è stato poi somministrato un estratto della pianta contentenyte l’inibitore della aldeide-deidrogenasi-2 (ALDH2), constatando nei roditori un aumento dei livelli di tetraidropapaveroline (Thp), diminuendo l’effetto dopamina (provocato dalla droga). Si aspetta ora di provare il farmaco sugli esseri umani. Fonte

Mangiare spinaci per prevenire l’insorgenza del diabete

Uno studio pubblicato qualche giorno fa sul magazine scientifico British Medical Journal, coordinato da alcuni ricercatori dell’Università di Leicester, dimostra come gli spinaci siano un valido alleato per combattere l’insorgenza del diabete, nella fattispecie quello mellito di tipo 2. Consumando una porzione da 106 grammi al giorno, si ridurrebbe il rischio fino al 14%. Lo studio ha preso in esame 220.000 persone. Fonte

Nuovo marker per diagnosticare con meno falsi positivi il tumore della prostata

Un gruppo di ricercatori della Purdue University, ha scoperto un potenziale marker per il cancro alla prostata (la seconda causa di morte per cancro negli uomini, dopo il tumore della pelle). Il team ha utilizzato una nuova tecnica per creare un profilo dei lipidi che vengono immagazzinati nei tessuti della prostata. La tecnica ha rilevato che il tessuto prostatico canceroso ha una alta percentuale di solfato di colesterolo, a differenza di quanto avviene nel tessuto sano. Graham Cooks, il leader del gruppo di ricerca, ha dichiarato: “E’ stato sorprendente trovare un composto unico che è chiaramente presente nel tessuto canceroso e non presenti nel tessuto sano. Siamo stati in grado di differenziare canceroso da tessuto sano usando questo nuovo metodo, utilizzato anche in passato ma con risultati non altrettanto soddisfacenti”.Il metodo si porrebbe così come valida alternativa al test PSA, largamente utilizzato, ma che può dare alte percentuali di falsi positivi. Fonte e approfondimenti

Scoperta proteina responsabile delle formazione delle metastasi tumorali

E’ una ricerca tutta italiana quella che ha visto l’individuazione di una nuova proteina, battezzata Semaforina E3, responsabile del processo che porta un tumore a replicarli nell’organismo. Proprio come un semaforo – da qui il nome della proteina – questa determina quando dare il via ai complessi meccanismi chimici che danno il via al processo di metastasi. Gli scienziati dell’Istituto per la ricerca e la cura sul cancro di Candiolo (Torino), stanno ora lavorando per trovare un modo in grado di disattivare la particolare molecola. Se si riuscirà in questa operazione, molti tumori saranno definitivamente sconfitti (ad esempio il cancro del colon retto e il melanoma), altri potranno essere più facilmente debellati.La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Journal of Clinical Investigation. Fonte e approfondimenti

Un nuovo gel vaginale per dimezzare rischi di infezione HIV

Durante la Conferenza Internazionale sull’Aids di Vienna è stato presentato un nuovo gel vaginale contenente il farmaco Tenofovir. Secondo gli studi clinici sudafricani, che hanno visto coinvolte 889 donne sessualmente attive della provincia africana del Kwazulu Natal, il nuovo prodotto è in grado di dimezzare il rischio per le donne di ammalarsi di Hiv. Rispetto a un gel normale, il nuovo prodotto è in grado, nel primo anno di utilizzo di dimezzare i rischi, su un periodo di due anni e mezzo il rischio diminuisce al 39%. I risultati, presentati di recente sul magazine scientifico Nature, dovranno ora essere confermati da ulteriori test. Fonte e approfondimenti

Nanoparticelle di arsenico per combattere cancro al seno triplo negativo

Alcuni ricercatori della Northwestern University hanno individuato un metodo sicuro per veicolare l’arsenico mediante la circolazione sanguigna, impiegando la nanotecnologia in concomitanza con una opportuna terapia farmacologia; in particolare gli scienziati hanno combinato il triossido di arsenico con una nanoparticella chiamato nanobin, che viaggia mediante il sangue fino a raggiungere e attaccare direttamente il tumore, senza intaccare le cellule sane. La nuova metodologia potrà trovare largo impiego soprattutto in un tipo di tumore mammario abbastanza comune nelle giovani donne afro-americane. Questa tipologia di tumore aggressivo, chiamato tumore triplo negativo, non può essere trattata con qualsiasi tipo di terapie salva-vita o con chemioterapia tradizionale. Le donne con carcinoma mammario triplo negativo hanno una bassa probabilità di sopravvivenza. La ricerca, coordinata dallo studente Richard Ahn insieme a Vince Cryns, professore associato di medicina ed endocrinologo alla Northwestern e Tom O’Halloran, direttore della della facoltà di Chimica dei processi vitali sempre presso la Northwestern, è stata pubblicata il 15 luglio scorso sul magazine scientifico Clinical Cancer Research. Fonte e approfondimento

Un interruttore molecolare per impedire la comparsa del diabete

Presso l’Università Cattolica di Roma, alcuni ricercatori hanno individuato un particolare gene in grado di funzionare come interruttore molecolare per impedire l’insorgere del diabete. L’esperimento ha visto coinvolte alcune cavie di laboratorio; operando geneticamente sulle stesse, inibendo il gene che codifica la proteina p66, si è riusciti a impedire la comparsa del diabete, anche inducendo le cavie a condurre un’alimentazione chiaramente dedita al sovrappeso. Si spera ora che i medesimi risultati trovini riscontro anche sull’uomo, sarebbe una delle scoperte scientifiche più importanti del secolo. La ricerca è stata pubblicata sul magazine scientifico Proceedings of the National Academy of Sciences USA (PNAS). Fonte e approfondimento

Olio di pesce per prevenire tumore al seno

Che gli omega-3 fossero un toccasana per l’organismo, era già risaputo, ora arriva la notizia che tale concentrato di olio di pesce si rivela un ottimo ritrovato per diminuire il rischio di insorgenza di tumore al seno, si parla di anche fino a un terzo di probabilità in meno. Il risultato scaturisce da una ricerca americana del Centro di ricerca sul cancro Fred Hutchinsopubblicata di recente pubblicata sul magazine scientifico Cancer Epidemiology, Biomarkers and Prevention. Il test ha visto protagoniste 35 mila donne in post menopausa, su quelle sottoposte a cura con olio di pesce, si è riscontrata una riduzione del rischio di tumore al seno del 32%. Fonte a approfondimento.

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