Archivio categoria 'Ricerca'

Un incredibile metodo per creare ghiaccio a temperatura ambiente

Un gruppo di scienziati del Centro spagnolo d’InvestigaciĂł en Nanociència i Nanotecnologia (CIN2) hanno trovato un modo per innescare la formazione di ghiaccio a temperatura ambiente, utilizzando materiali artificiali per il controllo della condensazione dell’acqua. La ricerca, quindi, potrebbe presto portare alla creazione di nuovi additivi per la produzione di ghiaccio, migliorando i sistemi di freezer attualmente adoperati o addirittura permettendo la fabbricazione di una nuova serie di rivestimenti che aiutano la formazione di ghiaccio per piste di pattinaggio. Secondo il Dr.Albert Verdaguer, “sulla base dei nostri risultati e precedenti ricerche, stiamo preparando materiali artificiali per migliorare la condensazione dell’acqua in modo controllabile”. La ricerca è stata di recente pubblicata sul magazine scientifico Journal of Chemical Physics. Fonte e approfondimenti


Scoperta proteina responsabile delle formazione delle metastasi tumorali

E’ una ricerca tutta italiana quella che ha visto l’individuazione di una nuova proteina, battezzata Semaforina E3, responsabile del processo che porta un tumore a replicarli nell’organismo. Proprio come un semaforo – da qui il nome della proteina – questa determina quando dare il via ai complessi meccanismi chimici che danno il via al processo di metastasi. Gli scienziati dell’Istituto per la ricerca e la cura sul cancro di Candiolo (Torino), stanno ora lavorando per trovare un modo in grado di disattivare la particolare molecola. Se si riuscirĂ  in questa operazione, molti tumori saranno definitivamente sconfitti (ad esempio il cancro del colon retto e il melanoma), altri potranno essere piĂą facilmente debellati.La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Journal of Clinical Investigation. Fonte e approfondimenti


Contro l’influenza addio vaccino con iniezione, ora basta un cerotto

Presto per vaccinarsi contro l’influenza potrebbe bastare un semplice cerotto che, in modo indolore, potrebbe essere facilmente applicato con l’aiuto del medico curante. Il cerotto, sperimentato presso il Georgia Institute of Technology,è formato da una superficie di 100 microaghi da 0,65 millimetri di lunghezza (che penetrano nella pelle per circa 0,2 millimetri), al momento è stato sperimentato esclusivamente su cavie da laboratorio, ma presto secondo i ricercatori la sperimentazione potrebbe anche iniziare sull’uomo. Dopo l’applicazione il cerotto diventa liscio al 90% dopo cinque minuti, quindi potrĂ  essere facilmente staccato e buttato via senza rischi di infezioni come accade, invece, per le tradizionali siringhe. Fonte

Un nuovo gel vaginale per dimezzare rischi di infezione HIV

Durante la Conferenza Internazionale sull’Aids di Vienna è stato presentato un nuovo gel vaginale contenente il farmaco Tenofovir. Secondo gli studi clinici sudafricani, che hanno visto coinvolte 889 donne sessualmente attive della provincia africana del Kwazulu Natal, il nuovo prodotto è in grado di dimezzare il rischio per le donne di ammalarsi di Hiv. Rispetto a un gel normale, il nuovo prodotto è in grado, nel primo anno di utilizzo di dimezzare i rischi, su un periodo di due anni e mezzo il rischio diminuisce al 39%. I risultati, presentati di recente sul magazine scientifico Nature, dovranno ora essere confermati da ulteriori test. Fonte e approfondimenti

Nanoparticelle di arsenico per combattere cancro al seno triplo negativo

Alcuni ricercatori della Northwestern University hanno individuato un metodo sicuro per veicolare l’arsenico mediante la circolazione sanguigna, impiegando la nanotecnologia in concomitanza con una opportuna terapia farmacologia; in particolare gli scienziati hanno combinato il triossido di arsenico con una nanoparticella chiamato nanobin, che viaggia mediante il sangue fino a raggiungere e attaccare direttamente il tumore, senza intaccare le cellule sane. La nuova metodologia potrĂ  trovare largo impiego soprattutto in un tipo di tumore mammario abbastanza comune nelle giovani donne afro-americane. Questa tipologia di tumore aggressivo, chiamato tumore triplo negativo, non può essere trattata con qualsiasi tipo di terapie salva-vita o con chemioterapia tradizionale. Le donne con carcinoma mammario triplo negativo hanno una bassa probabilitĂ  di sopravvivenza. La ricerca, coordinata dallo studente Richard Ahn insieme a Vince Cryns, professore associato di medicina ed endocrinologo alla Northwestern e Tom O’Halloran, direttore della della facoltĂ  di Chimica dei processi vitali sempre presso la Northwestern, è stata pubblicata il 15 luglio scorso sul magazine scientifico Clinical Cancer Research. Fonte e approfondimento

E’ nato prima l’uovo o prima la gallina? Svelato il mistero

Una dei interrogativi piĂą famosi, che da generazione non trova risposta, pare ora avere un riscontro scientifico: è nata prima la gallina dell’uovo. Il dr.Colin Freeman della Sheffield University insieme a colleghi della Warwick University durante un progetto nato per capire come gli animali creano gusci d’uovo, composti da un materiale estremamente resistente e leggero, che nessun umano è stato in grado di replicare, hanno individuato una proteina, chiamata ovocledidin-17 (OC-17), che esiste solo nelle ovaia delle galline, quindi accertando matematicamente che non può esistere uovo se non creato dal pollo. Oltre a rispondere alla domanda che ha oppresso il genere umano per secoli, i risultati di questo studio potrebbe essere utile in campo medico, in quanto le ossa e dei denti umani sono composti similmente ai gusci d’uovo. Questo potrebbe portare ad una migliore comprensione di come ricostruire le ossa umane. Fonte

Un interruttore molecolare per impedire la comparsa del diabete

Presso l’Università Cattolica di Roma, alcuni ricercatori hanno individuato un particolare gene in grado di funzionare come interruttore molecolare per impedire l’insorgere del diabete. L’esperimento ha visto coinvolte alcune cavie di laboratorio; operando geneticamente sulle stesse, inibendo il gene che codifica la proteina p66, si è riusciti a impedire la comparsa del diabete, anche inducendo le cavie a condurre un’alimentazione chiaramente dedita al sovrappeso. Si spera ora che i medesimi risultati trovini riscontro anche sull’uomo, sarebbe una delle scoperte scientifiche più importanti del secolo. La ricerca è stata pubblicata sul magazine scientifico Proceedings of the National Academy of Sciences USA (PNAS). Fonte e approfondimento

Olio di pesce per prevenire tumore al seno

Che gli omega-3 fossero un toccasana per l’organismo, era giĂ  risaputo, ora arriva la notizia che tale concentrato di olio di pesce si rivela un ottimo ritrovato per diminuire il rischio di insorgenza di tumore al seno, si parla di anche fino a un terzo di probabilitĂ  in meno. Il risultato scaturisce da una ricerca americana del Centro di ricerca sul cancro Fred Hutchinsopubblicata di recente pubblicata sul magazine scientifico Cancer Epidemiology, Biomarkers and Prevention. Il test ha visto protagoniste 35 mila donne in post menopausa, su quelle sottoposte a cura con olio di pesce, si è riscontrata una riduzione del rischio di tumore al seno del 32%. Fonte a approfondimento.

Un esame del sangue sostituirĂ  l’amniocentesi

Un esame del sangue per sapere se il figlio che si porta in grembo è affetto da qualche anomalia cromosomica, questo è quanto promesso da alcuni ricercatori olandesi che, in occasione della ventiseiesima assemblea annuale della SocietĂ  Europea di Riproduzione Umana ed Embriologia (Eshre), hanno presentato il frutto della loro ricerca. La tecnica utilizzata è stata denominata MLPA, e permette di isolare il DNA del nascituro dal sangue della madre incinta da almeno 6 settimane. Secondo Suzanna Frints, genetista clinica, il kit offrirebbe una pratica non invasiva, così come invece accade oggi con l’amniocentesi e potrebbe essere commercializzato in tutti gli ospedali a un prezzo tra i 30 e i 150 euro (per l’amniocentesi il costo è sensibilmente piĂą altro, tra i 500 e i 700 euro). I risultati del test sono stati confrontati con quelli dell’amniocentesi; al momento dimostrano un’affidabilitĂ  che si aggira intorno all’80%, si sta lavorando per ottimizzare il tutto, riducendo quelli che in gergo vengono definiti falsi positivi. Sempre secondo i ricercatori, il test potrebbe trovare impiego negli ospedali tra 3-5 anni. Fonte

Un semplice esame del sangue per sapere l’eta precisa della menopausa

Fahimeh Ramezani Tehrani, ricercatrice iraniana, ha messo a punto un semplice esame del sangue che permette di calcolare con un errore di pochissimi mesi, la data esatta in cui si incorrerĂ  nella menopausa. Il test è stato effettuato su un campione di 266 donne con etĂ  compresa tra i 20 e i 49 anni; sulle stesse è stato misurata la concentrazione di un particolare ormone prodotto dalle ovaie, l’antimulleriano (AMH), che si ritiene possa essere utilizzato come “metro” per la valutazione della funzionalitĂ  delle ovaie, nella fattispecie dello sviluppo dei follicoli. Il test, durante un periodo di tre anni, ha così permesso di mettere a punto un modello statistico in grado di stimare l’etĂ  media in cui le donne andranno in menopausa. Secondo il modello livelli di AMH di almeno 4,5 ng/ml a venti anni d’etĂ , 3,8 a 25 anni e 2,9 a trent’anni portano ad una previsione di menopausa oltre i 50 anni. Fonte e approfondimenti

Prime mestruazioni in anticipo per chi consuma molta carne

Uno studio condotto dalla dott.ssa Imogen Rogers dell’Università di Brighton, mostra come un eccessivo consumo di carne in età scolare, può favorire l’insorgere prematuro delle prime mestruazioni. Per giungere a tale conclusione, i ricercatori hanno sottoposto a test 3.000 ragazzine inglesi dodicenni. Per un lasso di tempo sono stati quindi tenute sotto controllo, analizzando la loro alimentazione e l’arrivo delle primo ciclo mestruale. Ne è emerso che coloro già a tre anni di vita consumavano mediamente 8 pasti di carne a settimana per poi aumentare fino a 12 all’età di 7 anni, manifestavo il ciclo in anticipo, con una percentuale maggiore del 75% rispetto ai coetanei non consumatori assidui di carne. I dottori spiegano scientificamente il fatto. La carne, essendo ricca di zinco e ferro (elementi fondamentali per portare a termine una gravidanza), inganna il corpo umano, facendogli credere essere pronto a mettere al mondo una nuova vita e quindi accelerando i relativi processi. Fonte

Te’ per ridurre rischio di contrarre cancro alle ovaie

Un recente studio svoltosi in Australia, e guidato dalla d.ssa Christina Nagle, dimostra come bere qualche tazza di te’ al giorno può essere d’aiuto per ridurre significativamente il rischio di ammalarsi di tumore alle ovaie (il 30% in meno di rischio). Secondo la ricerca, per giovarne bisogna consumare quattro, cinque tazze di bevanda al giorno, senza particolare distinzione se trattasi di te’ verde o nero. Secondo la dottoressa Nagle, gli antiossidanti contenuti nella bevanda sono un ottimo ostacolo per la formazione delle cellule tumorali. Fonte e approfondimenti

Spiegato scientificamente il perchĂ© l’agopuntura lenisce il dolore

Una recente ricerca condotta presso la University of Rochester Medical Center a cura del prof.Maiken Nedergaard, e pubblicata sul magazine scientifico Nature Neuroscience, dimostra come la tecnica dell’agopuntura abbia una reale efficace nel lenire il dolore. Il tutto sarebbe legato all’adenosina, un nucleoside noto per essere presente nei complessi meccanismi che regolano il sonno, per la sua azione sul sistema cardiovascolare e per le proprietĂ  antinfiammatorie. L’esperimento condotto dagli scienziati ha visto protagoniste alcune cavie da laboratorio, sofferenti a una zampa. Praticando sulle stesse delle sedute di agopuntura, si è notato che subito dopo il trattamento i livelli di adenosina nei tessuti risultavano maggiori di ben ventiquattro volte rispetto alla normalitĂ . La medesima operazione, compiuta su cavie private geneticamente dei recettori dell’adenosina, non ha prodotto gli stessi stupefacenti risultati. Fonte

Igiene orale per preservarsi dalle malattie del cuore

Una recente ricerca pubblicata dal British Medical Journal, mette in evidenza come una cattiva igiene orale  comporta un maggiore rischio di malattie cardiache. Lo studio ha visto protagoniste 11.869 uomini e donne con età media di 50 anni, i cui dati sono stati attentamente esaminati, incrociando i dati sui ricoveri per problemi di natura cardiovascolare con quelli sulle  abitudini a preservare l’igiene del cavo orale, tra cui quotidianità nel lavare i denti dopo i pasti e visite annuali dal dentista. Fonte e approfondimento

Un’applicazione 3D per prevenire le malattie del cuore

Alcuni ricercatori del EPFL Laboratory of Multiscale Modeling of Materials in Svizzera, hanno messo a punto un modello 3D del sistema cardiovascolare di un indivudio, in grado di predire determinate malattie del cuore, prima che queste diventino realmente pericolose. Il Cadmos supercomputer, installato presso l’Ecole Polytechnique FĂ©dĂ©rale de Lausanne (EPFL) nel mese di agosto del 2009, ha dato così i suoi primi frutti. Infatti, l’EPFL Laboratory of Multiscale Modeling of Materials ha recentemente sviluppato un’applicazione per il super PC in grado di riprodurre in 3D il sistema vascolare di una persona con una preceisione di dieci milionesimi di metro. Grazie al supercomputer (16.000 microprocessori – l’equivalente di 8.000 PC.), servono solo sei ore per generare il modello 3D. Si spera che entro i prossimi anni, sia possibile creare applicazioni cliniche in grado di girare anche sui normali PC. Il prof. Simone Melchionna, a capo del progetto, ha dichiarato “Quando si studia il flusso sanguigno delle arterie, si deve tener conto di un vasto numero di differenti interazioni del fluido che avvengono su scale di tempo e dimensioni totalmente diverse”. Fonte

Depressione post partum anche per i papĂ 

Chi pensava che la depressione post partum fosse solo una malattia appannaggio del sesso femminile, dovrĂ  ricredersi. Infatti,  uno studio condotto presso l’Eastern Virginia Medical School, dimostra che anche 1 papĂ  su 10 va in crisi prima (12 settimane prima del parto)  o subito dopo la nascita.  Lo studio ha visto protagonisti 28.000 uomini, esaminati in 43 diversi studi. I medesimi ricercatori hanno dimostrato che esiste un chiaro nesso tra la depressione materna e quella paterna, se uno dei due genitori è depresso l’altro corre un rischio maggiore di ammalarsi della medesima sindrome. Fonte e approfondimenti

Individuato un nuovo gene responsabile della sclerosi multipla

Ricercatori italiani del CNR, in collaborazione con altri scienziati e con centri clinici della Sardegna, sono riusciti a individuare un altro gene coinvolto nella sclerosi multipla, la malattia che in Italia ogni anno colpisce 50.000 persone (si manifesta principalmente tra i 14 e i 40 anni), soprattutto nella regione della Sardegna.  La ricerca, intitolata Variants within the immunoregulatory CBLB gene are associated with multiple sclerosis è stata pubblicata sulla rivista Nature Genetics e rientra nello studio di associazione dell’intero genoma Gwas-Genome wide association study, condotto su 883 pazienti e 872 volontari sani (tutti pazienti sardi). Il gene individuato regola l’attivazione del recettore dei linfociti; si è appurato che, in alcune cavie, inducendo sperimentalmente l’assenza del gene,  la cavia si ammala di encelofalomielite autoimmune, una malattia per diversi aspetti simile alla sclerosi multipla. La scoperta si spera possa aprire nuove strade per combattere la terribile malattia. Fonte

Vivere all’aperto per migliore l’umore e combattere ansia e depressione

Bastano cinque minuti trascorsi all’aria aperto per migliorare lo stato d’umore e l’autostima. Non c’era certo bisogno di una ricerca per capirlo, ma se qualcuno avesse avuto dei dubbi, ora i ricercatori Jo Barton e Jules Pretty dell’UniversitĂ  di Essex ne hanno accertato scientificamente la veridicitĂ . Si tratta di uno studio epidemiologico pubblicato sulla rivista Environmental Science and Technology che dimostra come la vita all’aria aperta sarebbe un vero toccasana per i giovani e chi è affetto da disturbi psicologici. Tra le attivitĂ  piĂą importanti: fare giardinaggio, dedicarsi all’orto, passeggiare a piedi o in bicicletta per parchi verdi. Pochi minuti al giorno trascorsi nel verde possono essere di grande aiuto per combattere stati d’ansia e depressione.

Madre stressata, feto maschio piĂą a rischio

Una ricerca condotta presso il Robinson Institute’s Pregnancy and Development Group, del Lyell McEwin Hospital, mette in evidenza un chiaro legame tra stress in gravidanza e problemi di gestazione riscontrati dal feto maschio. Nella fattispecie, una madre che fa abuso di alcool, fumo o soggetta a infezioni, possono causare nascita prematura, blocco della crescita e persino morte del piccolo. Non è la stessa cosa per il feto femmina, che sembra riuscire a gestire meglio i problemi durante la difficile gestazione, riducendo, a differenza dei maschi, la crescita e riuscendo così a contenere meglio eventuali problematiche. Fonte

Una sana risata per scatenare l’appetito e combattere lo stress

Ridere fa bene, e ora lo conferma anche la scienza. Una recente ricerca svolta presso la Loma Linda University’s School di Allied Health e coordinata dal prof. Lee S. Berk, dimostra che ridere è come fare la ginnastica, ovvero riduce drasticamente gli ormoni preposti a generare stress, aumenta la voglia di consumare del cibo, nel contempo favorendo il sistema immunitario e riducendo il colesterolo cattivo e la pressione sanguigna. Per giungere a tale conclusione, il team di ricerca ha esaminato 14 soggetti, facendo visionare agli stessi 20 minuti di video a contenuto drammatico e/o divertente. Agli stessi sono stati quindi prelevati alcuni campioni di sangue e registrate con regolaritĂ  le reazioni fisiche. Ne è emerso che la risata dei videoclip divertenti aumentava nei soggetti l’ormone grelina, ovvero quello proposto allo scatenare della sensazione di fame, in contrasto alla diminuzione dell’ormone della sazietĂ  (leptina), ovvero gli stessi ormoni che variano nel caso in cui un individuo compie della ginnastica.

Il nanocerotto che sostituisce aghi e siringhe

Alcuni ricercatori dell’UniversitĂ  australiana del Queensland (UQ), hanno sviluppato un prototipo di dispositivo di vaccinazione, che non richiede l’uso di aghi e siringhe. Si tratta di un cerotto che, grazie all’impiego delle nanotecnologie, consente in appena due minuti di iniettare la sostanza nell’organismo, consentendo ai medici di utilizzare solo un centesimo della sostanza generalmente utilizzata per la vaccinazione. A capo del team di ricerca c’è il prof.Mark Kendle, esperto di bioingegneria e nanotecnologia, secondo l’esperto presto sarĂ  così possibile “abbattere ogni utilizzo di aghi e siringhe”, fornendo al paziente un beneficio anche psicologico, per non parlare della possibilitĂ  di eliminare i problemi inerenti l’uso di aghi infetti.

Consumare troppo alcol accorcia la vita

Da una ricerca tutta italiana, emerge un dato importante, che in una qualche maniera non fa altro che confermare quanto da tempo molti scienziati asseriscono: consumare troppo alcol comporta seri problemi, compresa un’aspettativa di vita accorciata. In particolare, nella ricerca dell’universitĂ  di Padova, quella degli Studi di Milano, in collaborazione con la Fondazione Irccs ospedale Maggiore Policlinico si evince che il legame tra consumo di alcol, invecchiamento e propensione al cancro, corrisponde, a livello cellulare, con l’accorciamento dei telomeri (strutture cellulare composte da sequenze ripetute di DNA e da alcune proteine). I telomeri si accorciano naturalmente durante l’intero arco della vita, ma il consumo di alcol ne accelera notevolmente la fase. La ricerca ha visto protagonisti 59 persone regolari consumatori di alcol (il 22% con almeno 4 bicchieri di vino o simili consumati al dì) e 159 volontari che mediamente consumano il classico bicchiere al dì (solo il 4% di questi assumeva 4 bicchieri di vino o altra bevanda alcolica al giorno). Si è cercato di prendere in esame soggetti con il piĂą simile stile di vita, in modo da avere un risultato non falsato da cattive abitudini, come il fumo, particolari stress, esercizio fisico etc. Ne è emerso che “la lunghezza dei telomeri era dimezzata negli alcolisti in confronto ai soggetti di controllo”, in buona sostanza gli alcolisti sembrano piĂą vecchi di quanto non siano in realtĂ , con tutti i rischi di ammalarsi prematuramente delle classiche malattie di vecchiaia, nonchĂ© di avere una maggiore propensione allo sviluppo di tumori. Fonte

Il cervello compie bene solo due compiti per volta

Grazie a uno studio condotto presso l’Institute National de Sante et de la Recherche Medicale e dall’Etienne Koechlin dell’Ecole Normale Superieure, due istituti di Parigi, si è appurato che il nostro cervello riesce a compiere bene solo due compiti per volta, azionando i due lobi che si “concentrano” ognuno su un singolo problema. Per giungere a tale conclusione, il prof. Sylvain Charron, si è avvalso della risonanza magnetica funzionale, riuscendo così a tenere sotto controllo il cervello di alcuni volontari sottoposti a un test in cui gli stessi erano chiamati ad abbinare delle lettere. Si è appurato che nei soggetti che si concentravano su un singolo problema, i due lati del cingolato anteriore dorsale e della corteccia premotoria si attivavano, contrariamente a quando i volontari erano impegnati in contemporanea alla risoluzione di piĂą quesiti. In questo caso, le regioni cerebrali di sinistra manifestavano un’attivitĂ  corrispondente al compito principale, quella delle zone a destra erano relative all’esercizio secondario. La ricerca è stata pubblicata sul magazine scientifico Science.

Pancreas artificiale che mantiene stabile il livello di glucosio

Ricercatori della Boston University, guidati dal prof. Edward Damiano, hanno fatto sapere di aver messo a punto un pancreas artificiale che mantiene sotto controllo i livelli di glucosio nei pazienti diabetici di tipo 1. La sperimentazione clinica è stata condotta presso il Massachusetts General Hospital e ha visto protagonisi 11 adulti, tutti sofferenti di diabete di tipo 1. Il sistema, primo del suo genere, consente di iniettare insulina o glucagone (un ormone utilizzato per aumentare di zucchero nel sangue) utilizzando un particolare meccanismo che monitora il livello di glucosio nel sangue e aziona di volta in volta la pompa contenente una delle due componenti farmacologiche. I test hanno dato risultati molto positivi, anche dopo pasti ad alto contenuto di carboidrati. Secondo il prof. Damiano, “Un sistema come questo non sarebbe una cura, ma ha il potenziale per essere l’ultima evoluzione della terapia con insulina per i diabetici di tipo 1″. Fonte.  Link per approfondimenti

Sesso. Presto il viagra versione femminile

Si chiama UK-414,495 è una molecola che, a quanto pare da una ricerca condotta da Chris Wayman, presso i laboratori della Pfizer a Sandwich nel Kent, potrebbe presto portare alla realizzazione di un farmaco simile al viagra, ma in “versione” femminile. Secondo gli scienziati, la molecola si attiva con la stimolazione del nervo pelvico, convogliando il sangue verso i genitali e provocando di fatto l’eccitazione. Al momento non è stato messo a punto nessun farmaco, le ricerche comunque continuano e non è escluso che giĂ  tra qualche mese potremmo trovare in farmacia il “viagra rosa”.

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