Archivio categoria 'Ricerca'

Incredibile! L’anguria offre i medesimi benefici del viagra

Arriva dall’America questa notizia che farà drizzare le orecchie a molti. Secondo uno studio condotto da scienziati dell’università A&M del Texas, guidati dal prof. Bhimu Patil, l’anguria, frutto tanto desiderato durante le calure estive, avrebbe le medesime funzioni offerte da farmaci utilizzati per combattere le disfunzioni erettili dell’uomo, primo fra tutto il tanto chiacchierato Viagra. L’effetto del cocomero, in particolar modo la parte bianca del frutto, sarebbe quello di agire direttamente sui vasi sanguigni, dilatandoli e quindi facendo affluire più sangue ai tessuti. Nel cocomero è infatti presente una sostanza, la citrullina, capace di convertire in arginina, un particolare amminoacido. L’effetto benefico si ripercuote anche sul cuore e sull’apparato circolatorio e su quello immunitario. Fonte: Repubblica


Scoperto l’enigma riguardante le diversità degli emisferi di Marte

Dopo circa 30 anni di studi si è riusciti finalmente a dare luce sul mistero che riguarda le diversità dei due emisferi di Marte. Scienziati di tutto il mondo hanno cercato di dare una spiegazione logica alle profonde diversità legate alle due facce del pianeta rosso. Finalmente,  una delle ipotesi che era stata avanzata, quella di un impatto di un asteroide di grosse dimensioni su un emisfero,è stata avvalorata da alcune simulazioni software. Le ricerche svolte, utilizzando due diversi modelli computazionali, uno bidimensionale, uno 3D, hanno praticamente fornito il medesimo risultato.


La vita sulla Terra potrebbe avere origini extraterrestre

Se ne parla sempre più spesso dell’ipotesi che la vita sul pianeta Terra la si deve sostanzialmente a molecole giunte sul Pianeta dallo spazio. Ad avvalorare questa tesi uno studio che ha visto tecnici di laboratorio analizzare dettagliatamente un frammento di meteorite caduto in Australia nel 1969 e denominato Murchison. La scoperta, di recente pubblicata sul magazine Earth and Planetary Science, mostra come i ricercatori dell’Imperial College di Londra hanno ritrovato nel meteorite due molecole, l’uracile e la xantina, ovvero due delle quattro “lettere” che formano il DNA umano.

Scoperto come il solo aroma del caffè può indurre il risveglio

Alcuni ricercatori giapponesi, guidati dal prof. Yoshinori Masuo, hanno condotto uno studio su alcune cavie da laboratorio, scoprendo che il solo profumo di caffè è capace di attivare i geni del risveglio. Quindi, non solo la caffeina ma anche altri agenti contribuiscono, anche senza bere la bevanda, a risvegliarci dal torpore che spesso annebbia il nostro cervello. I geni che si altererebbero al sol profumo del caffè sono i GIR, coinvolti nel controllo neuro-endocrino e il NFGR, atto al controllo dello stato ossidativo delle cellule.

Una spugna marina per combattere il cancro

Ricercatori della Victoria University, guidati dal prof. John Miller, hanno individuato in una particolare spugna di mare, la peloruside—a, componenti che avrebbero un ruolo fondamentale nella cura del cancro. Le molecole della spugna, infatti, se utilizzate nella comune terapia chemioterapica, sarebbero un vero portento per annientare le cellule tumorali. Gli scienziati stanno ora valutando l’ipotesi di sintetizzare in laboratorio il principio attivo. Un esaustivo rapporto sulla nuova scoperta sarà presentato dai ricercatori il prossimo 17 giugno.

Una nuova tipologia di carta più resistente della ghisa

Strappare un foglio di carta potrebbe da oggi essere impossibile, grazie a una nuova tipologia di carta almeno resistente quanto la ghisa. E’ questa la caratteristica di un nuovo prodotto messo a punto presso il Royal Institute of Technology di Stoccolma. La produzione avviene tramite del comune materiale biologico, la cellulosa, una molecola di zucchero che conferisce una resistenza incredibile. Viene creata una sorta di rete sulla quale vengono poggiate le fibre (20 nanometri di diametro, 5000 volte più sottili di un capello) atte a creare un composto flessibile ma praticamente imperforabile e resistente agli strappi. Generalmente, durante la lavorazione, il potere resistivo della cellulosa viene meno, tuttavia Lars Berglund e soci dell’istituto di ricerca hanno messo a punto un processo lavorativo che consente di conservarne tutte le proprietà meccaniche(resistenza alla trazione di 214 megapascal, quasi il doppio rispetto la ghisa: 130 MPa, e quasi altrettanto forte strutturalmente rispetto all’acciaio, 250 MPa). La carta, normalmente, offre una resistenza alla trazione inferiore a 1 MPa. Le prove hanno visto l’impiego di strisce di carta “super-resistente” aventi le seguenti dimensioni: 40 millimetri di lunghezza per 5 millimetri di larghezza e spessore di 50 micrometri.

Arriva dall’Australia una crema capace di combattere il virus dell’AIDS

I ricercatori Andrew Pask e Roger Short dell’università di Melbourne, hanno messo a punto una particolare crema capace di creare una sorta di preservativo in grado di proteggere l’uomo dall’attacco del virus dell’HIV. Applicando la crema, a base di estrogeni femminili, sulla pelle interna del prepuzio viene potenziata la difesa naturale contro il virus, il tutto grazie alla creazione di una pellicola di cheratina (componente principe di unghie e capelli), in grado di creare una vera e propria barriera insuperabile dal virus. I due ricercatori pensano che il nuovo ritrovato, se impiegato su larga scala, possa dimezzare la diffusione dell’AIDS.

Da oggi leggere il pensiero non è più solo immaginazione

Alcuni neurologi americani, diretti da Tom Mitchell della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, sono riusciti decifrare un pezzo di codice cerebrale. La “scoperta” apre così le basi per futuri dispositivi capaci di leggere il pensiero, trasformano gli impulsi elettrici in una sorta di dizionario. Ma la ricerca servirà anche per studiare malattie come l’autismo, disturbi del pensiero come la paranoia, la schizofrenia, la demenza semantica. “Crediamo di aver identificato un certo numero di unità di codice di base che il cervello usa per rappresentare il significato di alcune parole”. Fonte: Ansa

Bastano cinque minuti perché si formi il virus HIV

Grazie a degli speciali microscopi di ultima generazione, alcuni scienziati della Rockefeller University di New York sono riusciti per la prima volta a esaminare, in tempo reale, come avviene l’aggregazione di migliaia di molecole in cellula atta a creare il virus dell’HIV. Grazie ai nuovi telescopi è possibile osservare accuratamente tutto quanto avviene sulla superficie cellulare, mettendo in secondo piano tutto il resto. In appena 5 minuti, il virione, ovvero la singola particella dell’Hiv, riesce ad assemblarsi e dare così vita al virus dell’AIDS. Nel momento in cui la produzione cellulare è cospicua, la membrana esterna della cellula si gonfia, si stacca dalla cellula madre ed è pronta per proliferare. L’esperimento potrebbe aprire la via per capire come agiscono anche altri virus, cercando nel contempo una soluzione per la debellarli. Fonte: Repubblica

Rosmarino per eliminare molti agenti cancerogeni della carne alla griglia

Una recente ricerca ha dimostrato come l’utilizzo del rosmarino, nota pianta aromatica, durante la cottura di hamburger alla griglia, può ridurre di molto la presenza di agenti cancerogeni noti come eterociclici ammine (HCAs). Tali agenti si formano in quantità diverse a seconda della temperatura e del tempo di di cottura della carne. Alcuni studi hanno rivelato che la presenza di HCA, nel caso di cottura a temperatura inferiore ai 177 gradi centigradi, è abbastanza contenuta, sale di molto nel caso la temperatura si innalzi. Nella maggior parte dei casi la cottura di una comune bistecca può richiedere temperature che si aggirano intorno i 400 gradi centigradi. Grazie all’impiego del rosmarino durante la cottura, si ridurrebbero i valori di HCA dal 30% al 100%. Il medesimo studio ha anche appurato che diverse altre spezie, se marinate insieme alla carne, hanno un benefico effetto sulla diminuzione degli HCA. Si tratta di erbe e spezie ad alto potere antiossidante: basilico, menta, salvia, maggiorana, origano e timo. Per chi odiasse trovare sulla bistecca i ramoscelli tipici del rosmarino può ricorrere a degli estratti in vendita nei migliori supermercato i direttamente sul web. Fonte

Combustibile a idrogeno ottenuto dall’acido formico

Una nuova ricerca, condotta da Matthias Beller e colleghi del Leibniz Institute of Catalysis (LICAT), di Rostock, in Germania, propone un metodo alternativo per la produzione di combustibile a idrogeno che potrebbe alimentare diverse celle energetiche, come per esempio quelle impiegate in batterie per dispositivi mobili come notebook, cellulari o affini.  Il nuovo metodo di produzione impiega temperature tra i 26 e i 40°, prevede il mixing dell’acido formico con particolari ammine e l’aggiunta di rutenio come catalizzatore, il tutto per generare idrogeno e anidride carbonica. A differenza di altri acidi, il cui impiego potrebbe essere molto pericoloso, in primis per l’effetto corrosivo, l’acido formico in combinazione con le ammine non produce nessun composto dannoso, tuttavia a differenza di composti come metano e metanolo, la resa d’idrogeno dell’acido formico è molto minore. Se si utilizza 1Kg di metanolo si ottengono 4,19Kw/h di energia, mentre l’idrogeno ottenuto da 1kg di acido formico è di circa 1,45Kw/h.

Sarà maschio o femmina? Un test lo stabilisce già dal secondo mese di gravidanza

Se fino ad oggi era necessario attendere almeno la fine del quarto mese di gestazione per scoprire il sesso del futuro nascituro, oggi, grazie a un nuovo test sviluppato da un laboratorio di ricerche spagnolo, sarà possibile conoscere il sesso del nascituro già a partire dal secondo mese. Si tratta di un metodo non invasivo e capace anche di diagnosticare talune malattie come l’emofilia o la distrofia muscolare. Il metodo Lorgen consiste nel prelevare un campione di sangue della madre, e tramite alcune particolari tecniche forensi, separare il Dna del feto alla ricerca della presenza del cromosoma Y, cromosoma la cui esistenza è assodata solo nei maschietti.  Secondo i ricercatori la tecnica assicura un grado di affidabilità superiore al 98%. Prezzo: tra i 120,00 e i 130,00 euro.

Foldit, un gioco per aiutare la ricerca scientifica

Foldit è un gioco, stile puzzle, che prevede la risoluzione di una struttura di proteine tramite un curioso sistema a puzzle. La cosa curiosa è che, giocando, si ha la possibilità di creare delle strutture non ancora identificate dalla scienza e quindi di enorme importanza per il mondo scientifico e per la creazione di nuovi farmaci atti a combattere diverse malattie. Infatti, in numero delle possibili proteine che si possono generare è così vasto che un singolo computer impiegherebbe centinaia di anni prima di riuscire a risolvere tutte le combinazioni possibili. E’ così Zoran Popovic, inventore del gioco, ha pensato bene di sfruttare le capacità di calcolo di migliaia di computer, di tutti gli utenti del mondo, per proporre un gioco che in realtà cela una vera e propria ricerca scientifica. Link al progetto per approfondimenti. Fonte

AR 1, una vernice che permette ai radar di non identificare un oggetto

Si chiama AR 1, è una particolare vernice messa a punto da Werner Nickel, un ricercatore tedesco. Dopo migliaia di ore di ricerca in laboratorio, Nickel ha messo a punto questa particolare vernice inviandone un campione a Helmut Essen, fisico che gestisce le funzionalità radar del Research Establishment for Applied Science (FGAN) vicino Bonn. Essen ha esaminato accuratamente la vernice e ha appurato che realmente funziona. Se applicata su qualunque oggetto soggetto a identificazione da parte dei radar (aerei, carri armati e altri dispositivi prettamente militari), rende l’oggetto “invisibile”. Link per approfondimenti

Un analizzatore chimico dalla dimensioni di una scatole di scarpe

Ricercatori della Harvard University, guidati dal prof. Federico Capasso, stanno lavorando a un progetto che prevede la realizzazione di un analizzatore chimico dalla dimensioni davvero ridottissime, tanto quanto una comune scatola da scarpe. I sensori all’interno possono monitorare, così come un laboratorio di analisi chimiche portatile, la presenza di sostanze tossiche contenute in acqua, sangue e altri composti. In pratica si riesce a individuare la maggior porta delle componenti chimiche di un qualunque oggetto o materiale sottoposto ad analisi. Il nuovo dispositivo sarà mostrato in anteprima alla prossima Conference on Lasers and Electro-Optics. Il nuovo sensore che permette operazioni di questo tipo si appoggia a 32 lasers controllati da un apposito microcontrollore. Ogni laser può essere calibrato per emette una luce con una particolare lunghezza d’onda. Per riflettere la luce, invece dei classici specchi, il nuovo sensore utilizza un reticolo di diffrazione integrato nel medesimo array di laser, ciò consente di avere una struttura molto compatta. A detta di Capasso sono già diverse le aziende interessate al progetto. Fonte e link per approfondimenti

Un fungo capace di trasformare le piante in biodiesel

Si chiama Trichoderma reesei è conosciuto per le sue note capacità di distruggere divise e tende militari e che presto potrebbe essere impiegato anche per la trasformazione di alcune piante. Ovvero si potrebbe impiegare il fungo, su larga scala, per distruggere i legami di alcune molecole di piante, legami che rompendosi favorirebbero la trasformazione degli zuccheri e quindi la successiva produzione di etanolo.  L’interessante studio è stato di recente pubblicato sul magazine  Nature Biotechnology

Voce più sensuale quando la donna è in periodo fertile

Una ricerca svolta da Nathan Pipitone e Gordon Gallup della State University of New York dimostra che la voce femminile assume una tonalità molto più sensuale nei periodi in cui la donna risulta più fertile. Si tratta di impercettibili tonalità, probabilmente dovute all’influenza degli ormoni sessuali, che attirano il sesso maschile, favorendo quindi l’accoppiamento e l’evolversi della specie umana. Come dire, un ulteriore stratagemma che madre natura si è inventata per garantire la sopravvivenza dell’uomo. Fonte e link per approfondimenti

Un lettore MP3 con 500.000GB di spazio!

Si, avete letto bene, non è un errore di battitura, 500.000GB per un player MP3 che ha dell’incredibile. Alcuni ricercatori dell’Università di Glasgow, guidati dal prof. Lee Cronin, hanno messo a punto particolari circuiti nanotecnologici capaci di incrementare lo spazio delle normali memoria elettroniche di ben 150.000 volte. In particolare, in un chip di 1×1cm sono riuscii a immagazzinare ben 500.000GB di dati. I ricercatori sono riusciti a creare una sorta di nano cluster composto da commutatori molecolari. Fonte e approfondimenti

Un dispositivo wireless senza alimentazione per effettuare ovunque l’elettroencefalogramma

Presso l’Interuniversity Microelectronics Centre (IMEC), si è messo a punto un nuovo dispositivo wireless, simile a un paio di cuffie, privo di batterie e che permette di avere sempre a disposizione uno strumento capace di fare l’elettroencefalogramma a due canali e utile, per esempio, per  monitorare costantemente lo stato del cervello dopo un trauma cranico. L’alimentazione viene recuperata direttamente da un sistema ibrido capace di sfruttare il calore del corpo e la luce dell’ambiente circostante (circa 1mW). I dati elaborati dallo strumento vengono inviati direttamente al PC grazie a una connessione wireless da 2.4Ghz. Link al comunicato ufficiale

Creata batteria al litio non infiammabile

Dopo le ultime debacle di alcuni notebook e telefoni cellulari che prendevano fuoco, colpa del surriscaldarsi elle batterie al litio, ricercatori di tutto il mondo si sono prodigati nel cercare una soluzione al tedioso problema. E’ di oggi la notizia che alcuni scienziati tedeschi del Fraunhofer Institute for Silicate Research ISC, guidati dal prof. Kai-Christian Moller, hanno messo a punto una particolare batteria agli ioni di litio non infiammabile. La tecnica impiegata consiste nel rimpiazzare gli elettroliti con alcuni polimeri non infiammabili. Gli stessi ricercatori sperano che entro 3-5 anni si possa già pensare di commercializzare batterie che adottano la nuova tecnologia. Link per approfondimenti

Ricercatori producono benzina verde dagli alberi di pioppo e da una graminacea

Il professor George Huber della University of Massachusetts-Amherst (UMass) e gli studenti Torren Carlson e Tushar Vispute hanno pubblicato un articolo sul magazine Chemistry & Sustainability del 7 aprile, in cui affermano di aver dato vita ad un processo capace di produrre combustibile ecologico a partire da una graminacea  volgarmente denominata Panico verga (in inglese Switchgrass) e dagli alberi di pioppo. L’intero processo che porta alla formazione di alcune componenti del carburante impiega appena due minuti, i composti che si ottengono sono il toluene e il naftalene, due dei diversi componenti che costituiscono la benzina. La sostanza ottenuta potrà quindi essere trattata per ricavare le componenti mancanti e creare, quindi, un composto molto simile alla benzina e con il numero di ottani necessario. Fonte e approfondimenti

1000 volte più compresso di un MP3. 20 secondi di musica in 1KB

Ha veramente dell’incredibile quanto messo a punto da alcuni ricercatori dell’Università di Rochester, un metodo che permette di generare un file musicale stile MP3 ma compresso 1000 volte rispetto allo standard. Il test è stato effettuato su un assolo di clarinetto dalla durata di 20 secondi, il file generato ha occupato solo 1KB!. La nuova tecnica è stata presentata qualche giorno fa all’International Conference on Acoustics Speech and Signal Processing held di Las Vegas. Link per approfondimenti

Messo a punto un chip allungabile e flessibile

Sembra pura fantasia, invece è realtà. Alcuni ricercatori dell’Università dell’Illinois, guidati dal professor John Rogers hanno messo a punto un particolare chip al silicio che può essere piegato a proprio piacimento, allungabile e quindi permeabile su qualunque superficie. Ciò è stato reso possibile grazie all’impiego di circuiteria di soli 1,5 micron di spessore, adagiata su una particolare sostanza gommosa capace di rendere flessibile l’intera struttura. Le applicazioni che si potranno realizzazione sono davvero tante, dalla realizzazione di una sorta di foglio di carta elettronica a impianti biomedici e via discorrendo. Fonte e approfondimenti

Cos’è che ci fa innamorare di una persona? Sarebbe tutto merito di un nervo

Cos’è che fa scattare l’interesse verso una persona? E’ una domanda la cui risposta lascia aperto un dibattito che potrebbe non terminare mai. Ma ora un gruppo di scienziati, guidati dalla d.ssa Laura Berman del Centro Berman di Chicago, sembrano aver trovato una risposta scientifica alla domanda. Si tratta di un nervo olfattivo, denominato Nervo O, che si ritiene possa essere il canale entro il quale i ferormoni (sostanze chimiche emesse dal corpo che, percepite attraverso l’olfatto da individui della stessa specie, ne attivano particolari reazioni comportamentali, tra cui l’interesse verso l’altra persona) raggiungono le zone del cervello preposte agli interessi per l’altro sesso. La ricerca ha appurato che più dissimili sono gli enzimi chimici (come dire i profumi emessi) captati dal nervo O tra due persone che stanno insieme, maggiore sarà la probabilità che la coppia procreerà e avrà un rapporto d’amore sincero e durevole. Una chicca anche per le donne che utilizzano la pillola contraccettiva. A quanto pare l’utilizzo della pillola porta a emettere degli odori che il nervo O capta come segnale verso gli uomini del tipo “stammi lontana”, un processo naturale che cerca di mantenere forte il legame tra i coniugi al fine di mantenere nel migliore dei modi la prole. La pillola, infatti, in un certo senso, farebbe credere al corpo di essere incinte e quindi di emettere degli odori che invece di attirare un partner, cercano di evitarlo. Fonte

Uno studio dimostra che addormentarsi sul posto di lavoro aiuta la memoria

Di questo studio non saranno sicuramente felici i datori di lavoro. Infatti, una ricerca condotta dal dr. Olaf Lahl dell’Università di Dusseldorf, ha dimostrato che brevi pisolini sul posto di lavoro, bastano soli 6 minuti nell’arco del giorno, possono dare un vero salto di qualità alla memoria, tanto quanto ne darebbe un’intera notte di sonno. Il test ha visto impegnati un team di volontari in un singolare test. E’ stato chiesto loro di memorizza una lista di 30 parole, quindi si è concessa agli stessi un’ora di pausa. Ad alcuni dei volontari è stato chiesto di compiere, durante l’ora di relax, un piccolo pisolino di almeno 6 minuti, ad altri di rimanere svegli cercando qualche svago. Si è quindi appurato che chi aveva avuto modo di sonnecchiare, ha ricordato molte più parole rispetto a chi era rimasto sveglio. Fonte

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