Archivio categoria 'Hi-Tech'

Door Edge Protector, un sistema per preservare le portiere delle automobili Ford

Ford, a partire dal prossimo gennaio 2012, integrerà a bordo della sua Focus, un nuovo congegno che permetterà di preservare i danni alle portiere quando queste si aprono e finiscono inevitabilmente per andare a impattare contro un’altra automobile parcheggiata di fianco, contro un muretto o altro ostacolo laterale. Il sistema, denominato Door Edge Protector, è composto da un lembo plastico e motorizzato a bordo portiera che fuoriesce automaticamente quando si apre la stessa, un semplice elemento in plastica che al momento dell’apertura degli sportelli si estende per proteggere la portiera, rientrando in sede in appena 60ms. Un sistema di frizione evita che, per esempio, nel congegno durante la chiusura possa finire qualche oggetto o, peggio, le mani di un bambino. Il problema del danneggiamento delle portiere all’apertura, sembra essere molto comune, secondo alcune statistiche almeno il 72% dei guidatori lamenta questo tipo di inconveniente, con una spesa media di riparazione di circa 300 euro. Fonte


Vuzix 1200VR Wrap, occhiali con display LCD da 720p incorporato

Vuzix ha presentato il dispositivo 1200VR Wrap, un paio di occhiali futuristici con schermo 16:9 widescreen. Secondo Vuzix il display offre un campo visuale di 35 gradi, che equivale a guardare contenuti 3D su un display da 75 pollici posto a 10 metri di distanza. Il CEO, Paul Travers, ha dichirato: “Con la nuova tecnologia dei sensori di tracciamento e un migliorato display WVGA, che supporta risoluzioni fino a 1280×720 (720p), il 1200VR Wrap offre la migliore soluzione di Virtual Reality a livello consumer oggi disponibile.” Il device è dotato di messa a fuoco per ciascun occhio ed è anche equipaggiato con ottiche che consentono all’utente di posizionare facilmente il display per adeguare la distanza interpupillare. Il 1200VR Wrap si collega praticamente a qualsiasi scheda grafica, anche per notebook, supporta il sistema operativo Windows e, grazie a interfacce opzionale, si può anche collegare a dispositivi come Xbox 360 o PlayStation 3. Il prezzo? $599.99. Link alla pagina ufficiale del prodotto


Sviluppata la singola molecola che funge da motore elettrico più piccola al mondo

E. Charles H. Sykes e alcuni professori associati presso il dipartimento di chimica della Tufts University’s School of Arts and Sciencese, hanno creato la prima singola molecola che funziona da motore elettrico. Sarà sottoposta al Guinness World Records per essere riconosciuta come il più piccolo motore elettrico esistente sul pianeta. Questa tecnologia potrebbe portare ad una nuova classe di dispositivi utilizzati per scopi di ingegneria e medicina; attraverso un particolare microscopio è stato possibile inviare della corrente elettrica nella molecola a base di zolfo adagiata su una superficie di rame conduttivo, quindi, controllando la temperatura di esercizio, è stato possibile impartire al motore comandi come senso e velocità di rotazione. Il minuscolo motore elettrico misura 1 nanometro e frantuma l’attuale record mondiale di 200 nanometri. La squadra è stata in grado di controllare il motore ad energia elettrica mediante l’uso di un microscopio a scansione a effetto tunnel (LT-STM); si tratta di particolarissimi microscopi (sono solo circa 100 gli esemplari presenti negli USA) che, per identificare le molecole, utilizzano gli elettroni invece della luce.
“Ci sono stati progressi significativi nella costruzione di motori molecolari alimentati dalla luce e da reazioni chimiche, ma questa è la prima volta che si sviluppa un sistema a trazione elettrica, nonostante in passato vi siano state alcune proposte teoriche”, ha dichiarato uno dei ricercatori che hanno preso parte al progetto. “Una volta volta compreso meglio come funzionano questi motori, potrebbe esserci una ricaduta importante nel vissuto quotidiano, con la realizzazione, ad esempio, di nuove tipologie di sensori e dispositivi medici”. Fonte

Nuovo orologio atomico raggiunge i 100 quadrilioni di precisione al secondo

Un team di ricercatori dell’Università di Tokyo ha messo a punto un nuovo tipo di orologio atomico ottico che vanta 100 quadrilioni di precisione al secondo (un quadrilione è composto da un numero a 15 zeri). L’orologio è frutto della mente geniale del prof. Hidetoshi Katori che dichiara che il suo dispositivo osserva un milione di atomi contemporaneamente, mentre i convenzionali orologi atomici misurano il tempo utilizzando singoli atomi.
L’idea è quella di utilizzare eventualmente il nuovo orologio per migliorare il sistema GPS (che si basa su orologi atomici a 14 o 15 cifre di precisione); il super orologio potrebbe anche essere impiegato per prevedere i terremoti.


Tredicenne realizza pannello solare super efficiente

Aidan Dwyer, un ragazzo americano tredicenne, dopo una passeggiata invernale nel Catskill Mountains di New York, è stato ispirato nella costruzione di una nuova tipologia di pannello solare. Osservando la struttura degli alberi, Dwyer  ha ricordato che in natura molti elementi rispecchiano quella che è la sequenza di Fibonacci, un modello matematico che trova riscontro in diverse elementi naturali, come i percorsi compiuti da un falco in volo, le conchiglie, i girasoli e via discorrendo.
Dwyer ha ipotizzato che questo modello applicato agli alberi potesse essere la chiave per realizzare un’ottima fotosintesi; ha quindi testato la sua ipotesi costruendo un albero in miniatura, cercando di ripetere il modello matematico di una quercia; ha quindi riprodotto l’albero utilizzando tubi in PVC e piccoli pannelli solari come foglie. Il progetto ha vinto il Premio Naturalista Giovani 2011 indetto dal Museo Americano di Storia Naturale.
Il progetto ha generato fino al 50% in più di energia rispetto al modello tradizionale di un impianto solare durante i periodi di poca luce solare. Le varie angolazioni dei singoli pannelli solari aiutano a catturare la luce in modo molto più efficiente; le “foglie†sono infatti suddivise in modo tale che non vi sia oscuramento reciproco totale e che quindi ognuna delle stesse sia sempre illuminata. Fonte

 

Gli occhiali che permettono di sapere esattamente le emozoni del vostro interlocutore

Signori ecco a voi dei particolari occhiali hi-tech (social X-Ray) , attualmente in fase di sviluppo presso il Massachusetts Institute of Technology Media Lab che, grazie a una fotocamera integrata, permettono di analizzare 24 espressioni facciali dell’interlocutore, e grazie un piccolo auricolare, comunicare le sensazioni che questi sta provando in quel momento. Oltre al supporto audio, un piccolo display con tre luci a mo’ di semaforo indica se la persona che avete difronte ritiene la conversazione interessante, poco interessante o noiosa. La realizzazione degli occhiali è stata inizialmente pensata come supporto alle persone affette da autismo. Fonte e approfondimenti

Esercito USA utilizzerà un radar per individuare attentatori kamikaze

L’esercito americano ha stanziato la cifra di 48,2 milioni di dollari per l’acquisto di una serie di dispositivi in ​​grado di rilevare attentatori suicidi fino a 100 metri di distanza. Il sistema, soprannominato “CounterBomber,” messo a punto dalla Science Engineering and Technology Corporation (SET), è già stato testato con successo nelle guerre in Iraq e Afghanistan. Il CounterBomber non impiega tecnologia a raggi X, ma una serie di radar detector, che possono rilevare la presenza di bombe fino a 100 metri, un particolare algoritmo analizza le onde di ritorno del radar e permette di avvertire in tempo i militari se un ordigno sospetto è presente nell’arco di centro metri, anche se questi dovesse essere stato nascosto sotto vestiti o celato con altri espedienti. Fonte

Occhiali bionici con tecnologia di smartphone e console di gioco

Ricercatori della Oxford University hanno iniziato lo sviluppo di occhiali bionici che contengono la tecnologia che si trovano comunemente nelle console di gioco e smartphone. Il dr. Stephen Hicks, del Dipartimento di Neurologia Clinica dell’Università di Oxford, a capo del progetto, e un team di ricercatori di Oxford, hanno così messo a punto questi particolari occhiali che potrebbero aiutare le persone con degenerazione maculare e retinopatia diabetica. Gli occhiali utilizzano la medesima tecnologia impiegata in videocamere, con riconoscimento del volto, software di monitoraggio, impiego di sensori di profondità e rilevatori di posizione. “Vogliamo essere in grado di migliorare la vista di coloro che l’hanno persa o che riescono a vedere ben poco o quasi nulla”, ha dichiarato Hicks. I gli occhiali hi-tech integrano anche un OCR che traduce il testo letto dalle telecamere in parole pronunciate da opportuni auricolari. Hicks ha aggiunto che ci vorrà un po’ di tempo affinché la gente si abitui a questo nuovo tipo di tecnologia, ma ritiene che il gioco varrà la candela; una volta entrati in produzione, si stima che gli occhiali avranno un costo approssimativo di circa  un costo di circa 550 euro. Fonte

Nuova tecnologia Wi-Fi potrebbe raddoppiare la durata della batteria nei telefoni

È noto a tutti che l’utilizzo del WiFi sui dispositivi mobili come smartphone, tablet e notebook può abbattere drasticamente la durata della batteria. Ora, una nuova tecnologia WiFi, proposta da uno studente di informatica della Duke University, promette di raddoppiare la durata della batteria nei telefoni e non solo. Lo studente Justin Manwelier, ha chiamato la tecnologia  SleepWell, i primi testi in laboratorio sembrano dare buone speranza, anche se ad oggi non è possibile prevedere se e quando la tecnologia sarà impiegata in dispositivi commerciali. SleepWell funziona permettendo ai dispositivi di mantenere attive le connessioni wireless anche in sleep mode, in modo da andare in stand-by (senza così consumare energia) senza bloccare la connessione alla rete. Fonte

Il robot è più realistico se usa la pelle elettronica

I ricercatori del CoTeSys Cluster Excellence presso la Technische Universität München (TUM) hanno creato una sorta di “pelle elettronica” che permette ai robot che la impiegano di percepire la temperatura esterna e il tocco di una persona. Philip Mittendorfer, scienziato presso l’Istituto dei Sistemi Cognitivi a TUM, e Gordon Cheng, professore presso l’Istituto dei Sistemi Cognitivi alla TUM, hanno sviluppato l’innovativa pelle composta da sensori a infrarossi; i potenti sensori impiegati riescono a individuare anche un piccolo tocco, e captare condizioni esterne come possono essere la brezza o il calore dal sole. La pelle sintetica è inoltre dotata di sei sensori di temperatura e un accelerometro, che permettono al robot di registrare il movimento degli arti individuali. I segnali provenienti dai sensori vengono elaborati da un computer, che permette ad ogni modulo sensoriale di gestire le proprie informazioni. La pelle non è ancora completa, ma 15 sensori su un piccolo pezzo di pelle prototipo hanno dimostrato che funziona alla perfezione. Ad esempio, un tocco di luce rivolto sulla pelle fa sì che il braccio del robot reagisca. Fonte

Ricercatori utilizzano stampante a getto d’inchiostro per la creazione di dispositivi solari

Ricercatori della Oregon State University hanno messo a punto una nuova tecnica, che grazie all’impiego della calcopirite, permette di “stampare” celle fotovoltaiche CIGS (denominate tali per la presenza di rame, indio, gallio e selenio) impiegando una comune stampante a getto di inchiostro. Un singolo strato di calcopirite (uno o due micron di spessore) è in grado di catturare l’energia dai fotoni in modo più efficiente rispetto a uno strato di silicio da 50 micron di spessore. I due principali vantaggi dei dispositivi solari CIGS sono il bassissimo costo per la loro produzione, il che significa che possono essere prodotti rapidamente e in grandi quantità, e la diminuzione della quantità di rifiuti di materie prime; secondo lo studio, tali nuovi dispositivi sono in grado di ridurre lo spreco di materie prime del 90 per cento. Fonte e approfondimento

Una batteria che promette di rivoluzionare il mondo delle auto elettriche

Un gruppo di ricercatori del MIT ha sviluppato un nuovo sistema di batteria (denominata Cambridge crude) che potrebbe rappresentare una svolta per lo stoccaggio di energia per i veicoli elettrici. I ricercatori sostengono che la ricarica della nuova tipologia di batteria può essere tanto semplice e veloce quanto lo è oggi fare rifornimento di benzina. L’anodo e il catodo della batteria sono rappresentati da particelle sospese in un elettrolita liquido. La progettazione della nuova batteria prevede una netta separazione delle funzioni di stoccaggio e scarico dell’energia, in modo da rendere più efficiente la progettazione; il team di sviluppo pensa che il nuovo progetto permetterà la realizzazione di batterie con dimensioni significativamente ridotte, rendendo, di fatto, più leggeri i veicoli elettrici e dando loro una portata maggiore. Il team di ingegneri spera di riuscire a metter su un prototipo funzionante entro i prossimi tre anni. Fonte e approfondimenti

Il primo cuore artificiale che non conferisce battito al paziente

La ricerca del perfetto cuore artificiale sembra senza fine. Dopo decenni di tentativi ed errori, i chirurghi rimangono ostacolati nella loro ricerca di una macchina che non si usuri e che non causi formazioni di coaguli e infezioni. Intanto, i prof. Billy Cohn e Bud Frazier presso il Texas Heart Institute, hanno dichiarato di essere riusciti a mettere a punto una macchina, in grado di far funzionare l’organismo umano grazie a delle pompe centrifughe, che conferiscono al cuore artificiale uno strano primato: il primo cuore a non avere battito. “Se ascolti il torace con uno stetoscopio, non si sente nessun battito del cuore”, dice Cohn. “Se esaminate le arterie, non c’è alcun impulso. Se operate un elettrocardiogramma, avrete un tracciato piatto”. Il primo esperimento di impianto del nuovo cuore artificiale è stato compiuto su un vitello, al quale ne sono seguiti altre 37; a marzo, poi, Cohn e Frazier hanno impiantato il dispositivo su un paziente umano. Hanno scelto Craig Lewis, un cinquantacinquenne che stava morendo da amiloidosi, il suo cuore era così danneggiato, chi medici gli avevano dato altre sole 12 ore di vita, e così, su consenso della moglie si è proceduto con l’impianto dell’innovativo cuore artificiale. Craig Lewis è morto nel mese di aprile, anche se i medici dicono che il suo cuore artificiale ha funzionato perfettamente, la malattia purtroppo ha danneggiato fegato e reni, portando il paziente a una inesorabile morte. Anche se c’è ancora molto lavoro da fare, Frazier si dice fiducioso sul futuro del nuovo cuore artificiale. Fonte

Computer basato sul DNA può calcolare radici quadrate di interi fino a 15

L’acido deossiribonucleico (DNA) è il materiale genetico di tutti gli organismi viventi conosciuti sulla Terra. Ora, alcuni ricercatori vogliono trasformare tale materiale genetico in poli-acidi in grado di funzionare da computer. Le prime ricerche hanno dimostrato che, mediante la creazione e la miscelazione appositamente creata con filamenti di DNA, insieme a proteine ​​che ne promuovono la replica, i filamenti di DNA possono fungere da porte logiche ed eseguire operazioni booleane (AND, OR e NOR) i cui risultati sono rappresentati come un filo prodotto da due catene di DNA. I ricercatori del California Institute of Technology (CalTech) sarebbero così stati in grado di creare il computer più grande al mondo basato su DNA. Combinando 74 molecole, hanno creato un circuito di quattro bit in grado di calcolare la radice quadrata di un numero intero fino a 15. Non si tratta di un super calcolatore, la radice quadrata di un intero a quattro bit ad oggi può richiedere anche 10 ore di elaborazione, tuttavia, i ricercatori sono convinti di poter ridurre drasticamente i tempi di calcolo. In un futuro non prossimo lontano tali “computer” potrebbe essere direttamente iniettati nell’individuo ed effettuare screening diagnostici mai visti primi, nonché operare come farmaci selettivi. Fonte

Il primo notebook a energia solare?

Durante il concorso di progettazione indetto da Fujitsu per l’anno in corso, il designer italiano Andrea Ponti ha presentato l’idea del computer portatile completamente alimentato a energia solare grazie ai due pannelli solari, una sul retro dello schermo e l’altro sul pannello della tastiera a sfioramento. Il materiale impiegato, un policarbonato trasparente, conferirebbe al lapto il peso di circa 1,8 kg, batteria compresa. Non è detto che il notebook, denominato Luce, al momento solo un’idea, possa presto essere commercializzato, d’altronde, diverse aziende sono impegnate nel cercare soluzioni ecologiche e con processi di alimentazione energetica alternativi. Fonte

 

 

 

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