Archivio categoria 'Energie alternative'

Computer portatili e smartphone alimentati a metano? Ci siamo quasi

Un gruppo di scienziati ha sviluppato un nuovo tipo di cella a combustibile che potrebbe presto portare alla realizzazione di notebook e altri dispositivi mobile alimentati a metano. Ricercatori presso la Harvard School of Engineering and Applied Sciences (SEAS), guidati da Shriram Ramanathan, sono molto ottimisti circa l’impiego della tecnologia in campo commerciale e non solo confinata alle ricerca universitarie. Le celle a combustibile elettrochimiche sono state a lungo considerate come una potenziale alternativa ai combustibili fossili; funzionano convertendo l’energia chimica fornita generalmente dall’idrogeno in corrente elettrica e come rifiuti emettono poco piĂą che acqua. Finora non sono state impiegate nel largo consumo poichĂ© molto costose e in alcuni casi non affidabili. Oggi, invece, il gruppo Ramanathan ha dimostrato che le nuove cellule si rivelano poco dispendiose e molto affidabili, potendo contare sull’impiego del metano invece dell’idrogeno e su temperature di esercizio molto inferiori rispetto a quanto finora realizzato. Le celle tradizionali funzionano a circa 800°C, temperature troppo elevate per pensare di utilizzare la tecnologia su dispositivi come smartphone, notebook etc. Fonte


Un nuovo materiale per capi di abbigliamento che producono energia

Nonostante le proprietĂ  elettriche del grafene siano note da decenni, solo di recente i ricercatori hanno iniziato a studiarlo seriamente. Il motivo di tale ritardo è sostanzialmente da imputare alla difficile reperibilitĂ  necessaria per la ricerca. Superato l’ostacolo, i ricercatori hanno immediatamente aperto alcune fasi di studio per l’utilizzo del grafene come semiconduttore. Nella fattispecie, un team di ricercatori della University of Southern California ha scoperto un modo per utilizzare il grafene per produrre fogli flessibili spessi solo quattro atomi. Un foglio di grafene siffatto può essere associato a un foglio di polimero flessibile per creare un nuovo tipo di celle fotovoltaiche organiche o pannello solare. Il pannello solare risultante è sottile e molto flessibile, tanto che che il team di sviluppo crede che un giorno possa essere facilmente utilizzato per creare capi di abbigliamento in grado di generare energia elettrica. L’aspetto negativo di pannello fotovoltaico organico (OPV) rispetto a un tradizionale pannello solare in silicio è che l’OPV è in grado di convertire molte meno radiazione solari in energia elettrica. “Per ogni 1000 watt di luce solare, una cella fotovoltaica standard è in grado di generare per ogni metro metro quadro di superficie, 14 watt, contro 1,3 watt del pannello OPV”, ha dichiarato Lewis Gomez De Arco, uno studente dottorando e membro del team che ha costruito l’OPV in grafene. Fonte


Studente inventa macchina che trasforma acque reflue in energia

Si chiama Tom Broadbent, è uno studente della UK Leicester’s De Montfort University, ha elaborato un prototipo di macchina in grado di trasformare le acque di scarico in fonte di energia. L’HighDro Power è stato realizzato quando Broadbent ha appreso che il governo inglese era alla ricerca di metodi per ridurre le emissioni di anidride carbonica e la dipendenza dai combustibili fossili per la produzione di energia. L’idea di Broadbent può essere paragonata a una diga idroelettrica in miniatura. Quando l’acqua degli edifici scende a cascata sulla macchina, viene attivata una turbina che genera energia elettrica. Fonte

Ricercatori del MIT stampano celle solari su un foglio di carta

Presso il Massachusetts Institute of Technology alcuni ricercatori sono riusciti con successo a stampare su un foglio di carta patinata una cella solare in grado di produrre energia elettrica. Si tratta di una scoperta sensazionale che apre la porta a migliaia di nuovo applicazioni. Il dispositivo è frutto della collaborazione tra ENI e il MIT, coinvolte in un progetto comune volto a creare nuove strutture tecnologiche in grado di sfruttare l’energia solare (nel progetto Eni ha investito 5 milioni dollari). Il prototipo è stato presentato pochi giorni fa in occasione di una conferenza stampa tenuta da Vladimir Bulovic, direttore del Solar Eni-MIT Frontiers Research Center. La tecnica utilizzata per realizzare la cella solare è molto simile a quella impiegata da una comune stampante a getto d’inchiostro per riprodurre su carta un disegno; nel caso della stampa della cella solare viene fatto uso di un particolare materiale semiconduttore organico con tinture a base di carbonio.  Durante la conferenza stampa, Paolo Scaroni, CEO di ENI, ha dichiarato che Eni sta finanziando il centro di ricerca poiché la società petrolifera è conscia che presto gli idrocarburi si esauriranno e che ritiene il solare un valido sostituto. Fonte

Ricercatori del MIT stampano celle solari su un foglio di carta

Svelata la prima mini batteria nucleare

Alcuni scienziati dell’Università del Missouri, guidati dal prof. Jae Wan Kwon, hanno mostrato il prototipo di una batteria nucleare, le cui dimensioni sono paragonabili a quelle di una monetina da un centesimo. Il principio di funzionamento è alquanto semplice: alcune sostanze radioattive, nel loro processo di decadimento dei radioisotopi, producono energia. Finora le batterie nucleari sono state utilizzate con successo in applicazioni militari e aerospaziali, ma le loro dimensioni erano sensibilmente più grandi. Secondo gli scienziati, la nuova mini batteria offre una carica maggiore di circa un milioni di volte rispetto a quelle standard. Per catturare l’energia liberata dal processo di decadimento, i ricercatori hanno impiegato un particolare semiconduttore liquido, che tra l’altro garantisce anche una certa sicurezza applicativa. Fonte e approfondimenti

I virus per creare potenti batterie

Presso il MIT, un gruppo di ricercatori, guidati dalla prof. Angela Belcher, ha messo a punto una nuova batteria che funziona grazie a un virus modificato geneticamente, nella fattispecie si tratta del batteriofago M13. SarĂ  così possibile creare batterie, sia per piccoli dispositivi portatili, sia per autoveicoli, senza impiegare prodotti chimici dannosi per l’ambiente. I virus impiegati hanno la capacitĂ  di ricoprirsi di fosfato di ferro, quindi “afferrare” i nanotubi di carbonio e creare una sorta di rete di materiale super condutttivo e in grado di trasferire l’energia dall’anodo al catodo in un tempo ristrettissimo. Le batterie così realizzate, pur mantenendo inalterata la forma, rispetto a quelle giĂ  commercializzate, risultano molto piĂą leggere e sicure per l’ambiente, inoltre potranno essere ricaricate per circa 100 volte.

Ikea per le fonti rinnovabili con la lampada Sunnan a energia solare

A soli € 19.99 Ikea commercializza la nuova lampada Sunnan. Con un piccolo pannello solare alla base, cattura energia solare di giorno per poi emettere luce in autonomia fino a 4 ore. Grazie a questo sistema di illuminazione (LED) è garantito un risparmio energetico pari al 70% con una durata quadruplicata rispetto alle classiche lampadine a incandescenza. La lampada è disponibile in 5 allegre colorazioni.

I pannelli solari da appartamento

L’energia solare è una fonte energetica sempre più utilizzata, spesso, però, per installare un impianto fotovoltaico, è necessario disporre di ampi spazi, magari in giardino o su un tetto. E per chi abita in un appartamento? A questa eventualità ha pensato l’azienda Veranda Solar, la stessa infatti sta lavorando a una sorta di pannello solare da utilizzare su un balconcino o addirittura appeso a una finestra. Non sono stati resi noti i dati tecnici, ma solo il prezzo, che dovrebbe aggirarsi tra i 400 e i 600 dollari. Link al sito ufficiale

Il tuo notebook si ricarica in appena un secondo

I ricercatori Byoungwoo Kang e Gerbrand Ceder del Massachusetts Institute of Technology di Cambridge hanno messo a punto un particolare tipo di batteria al litio che per ricaricarsi impiega meno tempo di quanto hai impiegato per leggere le prime due frasi di questo post. Una vera rivoluzione che potrebbe cambiare notevolmente il mercato dei dispositivi mobili e delle auto elettriche. Ad esempio, basterebbe un solo minuto per caricare completamente la batteria di un comune notebook. La velocità di carica dipende essenzialmente da quanto velocemente gli elettroni e gli ioni si muovono all’interno degli elettrodi. I ricercatori hanno moltiplicato tale velocità, adoperando strutture nanoscopiche e aggiungendo opportuni additivi come il carbonio. Fonte e approfondimenti

Generare energia elettrica semplicemente camminando

Il dr. Cedrick Ngalande ha mostrato una nuova invenzione, denominata Green Erg e dedicata soprattutto ai Paesi in via di sviluppo. Consente a chiunque di generare facilmente energia in grado di alimentare dispositivi mobile, come telefonini, player, radio etc. Si tratta di una sorta di dinamo in grado di generare energia semplicemente camminando. Grazie a delle bretelle, il dispositivo si aggancia al corpo e un sistema di pulegge in gomma consentono la rotazione di una dinamico che, grazie a un’opportuna frizione, permette di realizzare le condizioni ideali per produrre circa 2 watt di corrente a passo normale. Lo stesso sistema può anche essere ovviamente utilizzato per essere collegato a una bicicletta, uno skate e via discorrendo. Link alla pagina ufficiale del prodotto

GenShock genera energia gratuita per la tua automobile

Presso il MIT alcuni studenti hanno messo a punto una particolare sospensione, denominata GenShock,  che può essere utilizzata su qualunque automobile e in grado di produrre energia senza dover ricorrere a carburante o altre fonti, ma semplicemente grazie ai naturali sobbalzi che un’auto compie durante il tragitto.  La sospensione è formata da un pistone che comprime del liquido contenuto al suo interno;  quando l’auto utilizza le sospensioni per attutire i sobbalzi, il liquido si comprime azionando le pale di un piccola turbina, quest’ultima genera così dell’energia che può essere utilizzata per alimentare autoradio, aria condizionata, alternatore o qualunque altro dispositivo elettrico del veicolo. I primi prototipi del dispositivo GenShock sono già stati montati su un Humvee di casa Hummer.  Link per approfondimenti

Birra non consumata? Utilizzala come carburante per la tua auto

Che fine far fare alla birra non consumata nei bicchieri di migliaia di bar di tutto il mondo? Semplice, possiamo utilizzarla come carburante alternativo alla benzina. E così La Sierra Nevada, un’industria della birra americana fondata nel 1979 da Ken Grossman e Paul Camusi, la seconda piĂą grande industria della birra artigianale negli Stati Uniti, ha pensato bene di acquistare un dispositivo, denominato MicroFueler (EFuel 100 MicroFueler),  capace di produrre etanolo a partire da acqua, zucchero e lievito, ovvero generare carburante dagli avanzi delle birra fermentata. Il carburante così generata viene utilizzato dalla stessa azienda per muovere le centinaia di veicoli a sua disposizione.  Un modo davvero ecologico e ingegnoso per prendersi cura dei loro stessi “rifiuti”.


Ricarica il tuo telefonino o notebook con un piede

Come far per caricare notebook, cellulari e altri dispositivi mobile in caso di assenza di elettricità? Semplice, basta acquistare questo particolare pedale, lo YoGen MAX,  che se pigiato dall’utente riesce a produrre una carica elettrica capace di ricaricare qualunque dispositivo elettrico di bassa potenza.  Lo speciale pedale ha dimensioni di 170x184x49 mm, riesce produrre 60-80 watt di elettricità e, grazie ad appositi adattatori, permette di essere collegato a svariati dispositivi. Al momento la ditta produttrice accetta ordini solo da rivenditori. Link al sito ufficiale


Dal 2012 addio alle vecchie lampadine a incandescenza

La Comunità Europea ha varato una normativa che prevede entro il 2012 il ritiro e la non commercializzazione delle classiche lampadine a incandescenza, sostituite da quelle a risparmio energetico. Il provvedimento consentirà di risparmiare diversi megawatt di energia e soldini spesi dalle famiglie (mediamente 30 euro l’anno a famiglia), nonché avere quasi 15 milioni di tonnellate in meno di emissioni di CO2.

Ricercatori a un passo dal costruire dispositivi che si autoalimentano

Uno dei freni di molte innovazioni tecnologiche è dato dal dover fornire ai nuovi dispositive delle fonti energetiche. E così assistiamo alla nascita di dispositivi capaci di trarre alimentazione dal vento, dal sole e da altre fonti di energia alternativa. Tuttavia, in diversi caso, quando non è possibile fare ricorso a forze esterne per generare corrente elettrica, ecco che i ricercatori sono costretti a sviluppare progetti che prevedono l’utilizzo di batterie e accumulatori, con tutti i limiti del caso. Grazie a una ricerca che si sta svolgendo presso l’Università di Houston, diretta dal prof. Tahir Cagin, presto però potremmo progettare apparecchiature capaci di auto alimentarsi. I ricercatori, infatti, hanno individuato una particolare materiale con spiccate capacità piezoelettriche. Pensate alla possibilità di utilizzare un telefono cellulare che non ha bisogno di ricarica, poiché trae l’energia necessaria al suo funzionamento dalla onde generate dal suono prodotto durante una conversazione. Vi sembra fantascienza? Approfondite a questo link l’argomento

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