Archivio categoria 'Cosmo'

HD 10180, nuovo sistema estrasolare molto simile al nostro e con 5 o 7 pianeti

A 127 anni luce dalla Terra, nella Costellazione Idra, risiedi un sistema estrapolare composto da almeno cinque o sette pianeti. La scoperta è stata fatta presso l’Osservatorio Europeo Australe in Cile. Di fatto si tratta della struttura solare, mai prima osservata, quanto più simile al nostro sistema. I cinque segnali più forti corrispondono a pianeti aventi massa tra le 13 e 25 volte maggior della nostra Terra, con periodi orbitali che vanno dai 6 ai 600 giorni. Altri due pianeti sono in forse, tra cui uno che potrebbe rappresentate l’esopianeta (un pianeta non appartenente al sistema solare) più piccolo mai osservato.



R136a1, la stella grande 265 volte più del Sole

Si chiama R136a1,è una stella, individuata da alcuni astronomi inglesi, dalle dimensioni esageratissime: ben 265 volte più grande del nostro Sole. Per individuare l’enorme stella i ricercatori si sono avvalsi delle più avanzate tecnologie, come il Very Large Telescope dell’Eso (che trova posto in Cile). R136a1 è la stella più grande dell’Universo finora conosciuta, l’annuncio della scoperta è stato dato dal prof. Paul Crowther della Sheffield University mentre osservava gli ammassi stellari Ngc 3603 e RMC 136, incubatori cosmici di stelle super-massive. Secondo Crowther, “R136a1 è in una fase di vita intermedia, e ha subito una intensa riduzione di massa, circa un quinto della sua massa iniziale”.


Boeing annuncia prossime navicelle per passeggeri spaziali

Nell’ambito di un contratto con la NASA di diciotto milioni di dollari, la Boeing sta costruendo una sorta di capsula spaziale, denominata Crew Space Transportation (CST), in grado di ospitare fino a sette membri di equipaggio. Il progetto prevede il riutilizzo di componenti già in produzione per lo Shuttle e altre apparecchiature spaziali, così da ridurre i costi di produzione e, ovviamente, di riparazione dei velivoli danneggiati. La navicella è più grande di una capsula del programma Apollo, ma più piccola dell’Orione. Può essere lanciata da una varietà di razzi, tra cui Atlas e Falcon. La nuova imbarcazione potrebbe essere utilizzata per traghettare passeggeri o merci da e verso la stazione internazionale (ISS).

2013, una tempesta solare potrebbe mettere KO reti elettriche e informatiche

Secondo quanto riportato da alcuni scienziati della Nasa, una violenta attività solare, prevista a partire dal prossimo 2013, potrebbe portare alla distruzione di molte reti elettriche e informatiche. Inoltre, secondo Richard Fisher, scienziato dell’ente spaziale americano, il problema potrebbe riguardare anche i nostri satellite in orbita. Un altro scienziato, Tom Bogdan, ha ipotizzato un modello matematico che raffigura quello che realmente potrebbe accadere. Bogdan ha dichiarato: “Il primo segno di pericolo si avvertirebbe quando le radiazioni interesserebbero i ponti radio e GPS. Dopo una decina di minuti, i satelliti che trasmettono conversazioni telefoniche, TV ed informazioni di ogni genere sarebbero praticamente spazzati via“.

Mistero sulla cintura persa dal pianeta Giove

SEB (South Equatorial Belt), è, o forse meglio dire era, una cintura del pianeta Giove; per qualche strano motivo, che sta facendo scervellare astronomi di mezzo mondo, la cintura è misteriosamente scomparsa. La fascia equatoriale meridionale, composta da un ammasso di ghiaccio di ammoniaca, zolfo e fosforo è sparita proprio quando il pianeta, per via della sua posizione rispetto al sole, risulta non visibile dalla Terra. In ogni caso si tratta di un evento conosciuto e che si ripete all’incirca ogni quindi anni, le ultime “sparizioni†sono state nel 1973 e poi nel 1990. Non è però dato sapere quando la fascia farà la sua riapparizione.

Gli anelli di Saturno sono formati da acqua e ghiaccio

Hanno affascinato gli studiosi per decenni, avvolti in un mistero che forse solo oggi trova risposta. Stiamo parlando degli anelli di Saturno. Un recente studio, che ha visto protagonista anche l’Italia grazie al dott.Gianrico Filacchione dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), dimostra come gli anelli siano in realtà formati in gran parte da acqua ghiacciata. Si è potuti giungere a tale conclusione grazie ai dati inviati dalla sonda Cassini; i dati, infatti, hanno permesso di ricostruire la struttura, composizione evoluzione e dinamica degli anelli. Si è perfino riusciti a determinare la struttura dei singoli anelli: le particelle degli anelli principali sarebbero costituiti al 90-95% di ghiaccio, mentre quelli dell’anello C sarebbero formati anche da carbonio e silicati provenienti da meteoriti.

Obama spegne i sogni di chi vorrebbe rivedere l’uomo sulla Luna

Spese congelate per far fronte alla crisi e conseguente ripercussione sulle missioni spaziali. Questo è il piano di Obama che, salvo ripensamenti dell’ultima ora, congelerà le prossime missioni NASA di ritorno sulla Luna. Il programma Constellation, quindi, quello che avrebbe dovuto riportare l’uomo sulla Luna, viene rimandato, almeno fino al prossimo 2020. Il bilancio americano, purtroppo parla chiaro, 1,35 trilioni di dollari di debiti, un disavanzo pubblico pari al 9,2 del pil. A gioire dell’accaduto saranno sicuramente i cinesi, forti di investimenti nella ricerca spaziali che probabilmente li porterà a breve anche allo sbarco sul nostro satellite.

Sulla Luna una caverna che potrebbe ospitare la vita

Uno studio condotto dall’Agenzia Spaziale Giapponese (Jaxa) e coordinato dal prof. Junichi Haruyama,  mostra come sul nostro satellite sarebbe possibile ospitare la vita, senza dover compiere chissà quali rivoluzioni tecnologiche. Ciò sarebbe possibile grazie al rinvenimento di una lunga caverna di lava, larga circa 65 metri e profonda quasi 90. La caverna è situata nella regione di Marius Hills e sarebbe ottima per preservare l’uomo dalle ostiche condizioni del suolo lunare. La scoperta, pubblicata sull’American Geophysical Union è stata individuata grazie alla sonda Selene (sonda facente parte di una missione spaziale giapponese diretta verso la Luna e lanciata il 14 settembre 2007) e potrebbe essere un importante tassello per le future missioni atte all’esplorazione del satellite, un posto dove gli astronauti potrebbero rifugiarsi o creare una base di appoggio ideale.

L’ottavo anello di Saturno. Scoperta dal telescopio Spitzer

Spitzer, il telescopio Nasa conosciuto anche come Space Infrared Telescope Facility o SIRTF è un osservatorio spaziale che osserva nell’infrarosso, prende il suo nome da Lyman Spitzer, uno dei più influenti astrofisici del XX secolo, uno dei primi scienziati a promuovere la costruzione di un telescopio spaziale. Il telescopio ha scoperto di recente un nuovo anello di Saturno, che si aggiunge così ai già sette noti. Si tratta dell’anello planetario più grande del nostro sistema solare; è abbastanza rarefatto ed è composto da micro granelli di polvere provenienti dal satellite di Saturno:Phoebe. Link per approfondimenti

E’ certo. Sulla Luna c’è acqua

Sulla Luna c’è acqua, è questo il dato certo che viene fuori dai dati incrociati delle missioni di studio lunare realizzate da India, Italia e America. Non si tratta, ovviamente, di acqua allo stato liquido, ma di una grande quantità di molecole di idrossile, pari circa al 25% ogni tonnellata si “terra lunareâ€. Secondo gli scienziati la presenza più massiccia è ai poli. Le molecole d’acqua dovrebbero essere presenti, oltre che in superficie, anche a una profondità di 2-3 centimetri. Tale scoperta apre scenari incredibili per la colonizzazione o permanenza dell’uomo sul nostro satellite, in primis la possibilità di creare aria respirabile in modo facile e tutto sommato a costo quasi zero.

Gliese 581 e, il pianeta extra solare abitabile

Un gruppo di astronomi di Ginevra, coordinati dal prof. Michel Mayor ha individuato un pianeta extrasolare (situato a 20,5 anni luce dal nostro pianeta, ovvero circa 193.9 milioni di miliardi di Km), denominato Gliese 581 e, dove la vita potrebbe essere possibile, soprattutto grazie alla presenza di acqua allo stato liquido. La massa del pianeta sarebbe il doppio rispetto alla Terra, mentre la sua composizione dovrebbe essere essenzialmente di tipo roccioso. Per giungere alla scoperta il gruppo si è avvantaggiato dello strumento HARPS del telescopio da 3,6 m dell’European Southern Observatory a La Silla, in Cile.

Microsoft lancia la versione web del WorldWide Telescope

Microsoft WorldWide Telescope è l’applicazione che la casa di Redmond ha sviluppato per contrastare lo strapotere di Google, anch’esso promotore di un prodotto simile denominato Google Sky. Una sorta di planetario virtuale sul proprio PC con il quale studiare i corpi celesti presenti nel cosmo, immagini ad alta risoluzione, video, tutto accessibile grazie un’interfaccia semplice da usare. Tutte le immagini presenti nel software sono state direttamente reperite da diversi telescopi, tra cui: Hubble, Chandra X-Ray Observatory Center e Spitzer Space Telescope. Se finora il software era accessibile solo se installato su una piattaforma Windows, da oggi Microsoft lo ha reso fruibile a tutti, consentendo l’accesso da una qualunque pagina Web. L’operazione è stata possibile grazie all’adozione della tecnologia Microsoft Silverlight 2.0. Link alla pagina del servizio

Alla scoperta del pianeta Marte con Google

“Stiamo entrando in un territorio inesplorato”, è quanto dichiarato da Google per il lancio di Google Mars che da qualche giorno è ufficialmente on-line per mostrarci tutti gli aggiornamenti sulla superficie di Marte. Ecco che Google non smette di sorprenderci, dopo soli poche settimane dal lancio di Ocean che ci ha incantato con l’esplorazione dei fondali marini. Con Goolge Mars gli utenti possono accedere alle immagini dalla videocamera Themis, che si trova a bordo della navicella spaziale Mars Odyssey, per vedere in tempo reale le immagini del pianeta rosso, esplorando la superficie, cercando le orbite e, perché no, anche forme di vita aliene! È possibile anche vedere  sorprendenti immagini che risalgono ad anni e anni fa.

Terra sfiorata da un mega asteroide di 40 metri

Un asteroide, denominato DD45, avente un diametro di circa 40 metri, ieri alle ore 14.44, è passato a circa 63.500Km dalla Terra; una distanza che è veramente irrisoria, un eventuale impatto avrebbe potuto causare una catastrofe. Se l’asteroide si fosse mai abbattuto sul nostro pianeta, avrebbe sprigionato un’energia pari a 1000 bombe atomiche. Apophis sarà invece il prossimo asteroide che sfiorerà la Terra, con una percentuale d’impatto del 2,9%. Per osservarlo e scongiurare il pericolo dovremmo però attendere ancora 20 anni.

Ascensore per lo spazio. Nuovo materiale ne permette la costruzione

L’idea di realizzare una sorta di ascensore capace di collegare la Terra con una stazione spaziale non è nuova, se n’è discusso molto (la prima idea la si deve a Konstantin Tsiolkovsky nel 1895), ma ora sembra che la scienza abbia trovato una soluzione per rendere, quella che potrebbe sembrare una fantascientifica idea, una realtà. Il tutto grazie all’impiego di un portentoso nuovo materiale realizzato in fibra di carbonio, ultraflessibile, super resistente e capace di estendersi per distanze chilometriche. Il nuovo materiale è stato messo a punto da alcuni ricercatori della Cambridge University, mossi da un premio di quattro milioni di dollari messo a disposizione dalla NASA. Il team, così come riportato da uno dei suoi partecipanti, il prof. Alan Windle, riesce a produrre quotidianamente 1 grammo di materiale, abbastanza per realizzare cavi di 29Km, ma la richiesta della NASA è di diverse proporzioni, si richiede infatti un cavo per arrivare a coprire una distanza pari a circa 232.000Km, sarebbe impensabile di soddisfare tale richiesta in laboratorio. Rispetto a un razzo, che consente di sollevarsi verso il cielo, con un costo pari a 15.000,00 euro ogni 0.45Kg di peso, il nuovo materiale permette dei costi nettamente vantaggiosi: 318,00 euro ogni 0.45Kg sollevato. Fonte e a approfondimenti

« Pagina precedentePagina successiva »