Phorm. Una cover per iPad che fa materializzare sullo schermo una tastiera fisica

I nuovi smartphone hanno definitivamente mandato in pensione i “vecchi” telefoni cellulari dotati di tastiera fisica. Addio pulsanti, levette e altre diavolerie. Nell’era del touch tutto funziona sfiorando con un polpastrello un’immagine che appare sul display. Se da un lato è una soluzione geniale, dall’altro dimostra una serie di limiti non indifferenti. Scrivere senza avere un riscontro tattile non è una sensazione piacevole, in più nasconde anche qualche svantaggio. Ad esempio, il fatto che sia quasi impossibile digitare senza guardare il display, operazione che in alcuni contesti può risultare scomoda.

Per venire incontro ai nostalgici della tastiera fisica, una startup californiana ha di recente presentato una nuova tecnologia impiegata in un case – battezzato Phorm – che si “aggancia” all’iPad Mini e che all’occorrenza fa apparire sul display del dispositivo una tastiera con tasti fisici in rilievo, che poi scompaiono quando non servono più.

Ma come funziona? L’innovativa tecnologia di “Tactus Technology” sfrutta un sottile strato di appena 1 millimetro di “Tactus Tactile Layer”, un particolare liquido atossico che viene posto sopra lo schermo touchscreen. Un software si occupa, quindi, di concentrare il liquido nei vari punti in cui è necessario creare un “rigonfiamento” tipico dei tasti.


Il dispositivo, che dovrebbe essere commercializzato entro l’estate a un prezzo di 149 dollari –  in pre-ordine a a 99 euro -, attualmente disponibile solo per iPad Mini, sarà commercializzato anche per iPhone 6 Plus e iPad Air. Una leva sul retro della custodia permette al microfluido di “liberarsi” e di andare a “costruire” una tastiera morbida e trasparente sui tasti virtuali mostrati da iOS. Nessuna batteria o altre fonti energetica. Unica pecca: funziona solo con il dispositivo posto in posizione verticale.

Le potenzialità della tecnologia sono molteplici e vanno ben oltre la possibilità di avere all’occorrenza una tastiera che si materializza sullo schermo. In futuro le stesse membrane adoperate nel case di Tactus potrebbero essere molto più flessibili, quasi malleabili, e integrate direttamente nei display, consentendo ai software di realizzare aree sensibili, di forma e spessore diverso, che si plasmano a seconda delle applicazioni in uso.

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