Prime foto del pianeta Cerere arrivano dalla sonda Dawn in avvicinamento

Tra le orbite di Marte e Giove gira una cintura di asteroidi all’interno della quale ruota un pianeta nano del sistema solare interno: Cerere. Si tratta dell’asteroide più massiccio della fascia principale del sistema solare (950 chilometri di diametro) e fu scoperto l’1 gennaio 1801. Dal 2006, Cerere è l’unico asteroide del sistema solare interno ad essere considerato un pianeta nano, così come Plutone. La sonda Dawn – lanciata nel 2007 per studiare i due più grandi oggetti nella cintura di asteroidi – il protopianeta Vesta (con un diametro di 525 chilometri) e Cerere – ha catturato diverse foto del pianeta nano con una risoluzione di appena 27p, sono state scattate all’alba mentre la sonda si trovava a 383mila chilometri da Cerere. Oggi gli astronomi credono che Cerere sia un protopianeta, un embrione planetario, formato all’interno del disco protoplanetario di una stella durante la creazione del sistema solare. La NASA ritiene che studiando Cerere – di cui si sa relativamente poco rispetto al resto del sistema solare – si riuscirà a ottenere informazioni essenziali per capire come si è realmente formato il nostro sistema solare.

La sonda spaziale Dawn ha osservato Cerere per un’ora il 13 gennaio 2015, da una distanza di 238.000 chilometri.

La sonda spaziale Dawn ha osservato Cerere per un’ora il 13 gennaio 2015, da una distanza di 238.000 chilometri.

La sonda Dawn la lasciato l’orbita di Vesta il 5 settembre 2012, dopo aver scattato oltre 30mila immagini del protopianeta e ora si sta dirigendo verso Cerere alla velocità di 725 chilometri orari, raggiungendolo il 6 marzo 2015 e intanto nel suo avvicinamento fornisce le prime immagini del pianeta nano.

La prima di queste immagini, scattate lo scorso 13 gennaio 2015, non è di alta qualità ma fornisce agli scienziati NASA già i primi dettagli. Andreas Nathues dell’Istituto Max Planck, commenta così le prime immagini:

“Le immagini trasmesse ci suggeriscono che il pianeta ospite strutture superficiali simil a crateri”. Le poche prove raccolte fino ad oggi suggeriscono che il pianeta potrebbe ospitare sulla sua superficie acqua ghiacciata.


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