Opportunity soffre di problemi di memoria, missione su Marte a rischio

Il Rover Opportunity ha esplorato la superficie marziana per oltre un decennio — un’eternità rispetto ai tre mesi previsti a inizio missione nel gennaio 2004 — percorrendo oltre 40Km. Ora però soffre di problemi essenzialmente legato all’età, “i problemi iniziali sono stati abbastanza semplici da gestire, ma ora sono diventati più gravi — un po’ come una comune malattia in cui i sintomi inizialmente sono lievi, ma poi progrediscono in qualcosa di più importante”, ha commentato John Callas, Project Manager del Mars Exploration Rover Project. Il problema più grosso sembra essere legato alle memorie Flash che equipaggiano il robot, nella fattispecie, Opportunity per registrare i dati rivelati sul pianeta rosso utilizza due tipi di memorie, volatile e non volatile. “La memoria di tipo non volatile immagazzina ogni informazione anche se si spegne il sistema non fornendo allo stesso energia, cosa che non accade con la memoria volatile” ha spiegato Callas, del NASA Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California, “la memoria volatile è paragonabile alla tradizionale memoria RAM del computer; la memoria non-volatile utilizza, invece, la tecnologia di memoria flash”. Solitamente tutti i dati della telemetria sono memorizzati nella memoria flash, così che quando il rover si spegne durante la notte marziana (i pannelli solari non ricevono luce) o si riavvia, i dati rimangono memorizzati. Tuttavia, la memoria Flash ha una limite su quante volte è possibile leggere e scrivere sulla stessa, e, dopo un decennio di uso continuo, inizia usurarsi. Per ovviare gli ingegneri hanno pensato di utilizzare la memoria RAM del dispositivo per immagazzinare i dati, con la conseguente perdita delle informazioni ogniqualvolta il robot viene posto in standby; tale modus operandi prevede l’invio quotidiano a Terra delle informazioni raccolte, così da essere sicuri di non perdere nessuna importante informazione. Il problema più grave è però che quando il rover tenta di salvare i dati nella memoria flash e ripetutamente non riesce nell’operazione, il software forza il rover a riavviarsi. I tecnici NASA hanno individuato il problema in uno dei sette banchi di memoria flash utilizzati da Opportunity e stanno cercando di riprogrammare il sistema affinché escluda dallo storage la memoria danneggiata. Il problema prima o poi si ripresenterà su altri banchi di memoria, ma Callas e colleghi sperano che prima Opportunity raggiunga la cosiddetta “Marathon Valley”, un’area distante circa 650 metri dalla posizione attuale del rover (la parte occidentale del cratere Endeavour) individuata dal Mars Reconnaissance Orbiter della NASA. L’area che si spera di raggiungere è una zona ricca di minerali argillosi, un chiaro segno che testimonia come in quel punto un tempo era presente molta acqua allo stato liquido. Opportunity ha già compiuto più di quanto si sperava, ma c’è la possibilità che le sue scoperte migliori debbano ancora avvenire.

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