Archivio luglio, 2009

Mangiare di meno per vivere piĂą a lungo

Gli scienziati hanno appurato  che mangiare di meno equivale a migliorare le proprie aspettative di vita, almeno nelle scimmie. Venerdì scorso, sul numero del magazine Science, è apparso un articolo che ha visto pubblicati gli studi ventennali inerenti la vita delle scimmie che popolano il Wisconsin National Primate Center. Il dr.David Finkelstein, uno dei partecipanti della ricerca, ha dichiarato: “E’ sorprendente come in questi animali, trattati con un regime calorico ad-hoc, il tasso di malattia sia nettamente inferiore”. Lo studio ha visto coinvolte 76 scimmie. 30 esemplari sono stati monitorati dal 1989 fino ad oggi, mentre e 46 a partire dal 1994. Tutti gli esemplari presentavano dimensioni normali con una dieta alimentare tipica di una scimmia in cattivitĂ . I ricercatori nel tempo, a un gruppo di scimmie, hanno ridotto il contenuto calorico della dieta (circa il 30% di calorie in meno rispetto al normale). Si è quindi appurato che il 37% delle scimmie non sottoposte a dieta calorica ridotta, sono nel tempo morte per fattori legati all’etĂ , contro il solo 13% di quelle sottoposte a regime calorico ridotto. Altre scimmie sono invece morte per fattori indipendenti dalla nutrizione. C’è anche da aggiungere che le scimmie “a dieta”, hanno anche manifestato un minor numero di incidenza di cancro e malattie cardiache. Fonte


Online la Bibbia piĂą antica del mondo

Visitando questo indirizzo web, è possibile accedere al “Codex Sinaiticus”, un manoscritto greco, scritto su quattro colonne e  risalente al 330-350, e che viene considerato la Bibbia piĂą antica del mondo. Si tratta di circa 800 documenti digitalizzati da 346 fogli di pergamenaa oggi è quindi possibile trovare l’antico manoscritto direttamente in internet. Una serie di ottocento documenti visibili con immagini digitali ad alta risoluzione. Dei fogli, 199 appartengono all’Antico Testamento, 147 al Nuovo Testamento piĂą la Lettera di Barnaba e il Pastore di Erma.


Il naso riconosce la paura

Ebbene si, anche il naso riesce a riconoscere l’odore della paura, magari quella di un’altra persona vicina, creando così una sorta di panico generale. E’ questo quello che emerge da una ricerca svoltasi presso l’UniversitĂ  tedesca di Dusseldorf. L’olfatto dell’uomo, quindi, avrebbe delle doti ben maggiori di quanto potessimo immaginare, riuscendo a captare l’odore emesso da una particolare sostanza che caratterizza le persone in preda alla paura. Per giungere a tali conclusioni gli studiosi hanno improntato un test abbastanza curioso, test che ha visto coinvolti due gruppi di studenti:  a un primo gruppo, pronti a sostenere un esame orale,  è stato chiesto di inserire sotto le ascelle un dischetto di cotone assorbente, idem per il secondo gruppo, impegnato nel fare un’ora di palestra. Successivamente alcuni volontari hanno annusato i dischetti di cotone, in contemporanea i ricercatori analizzavano le reazioni del cervello; Bettina  Pause, uno degli scienziati che hanno preso parte al progetto, ha evidenziato che nessuno dei volontari è stato in grado di distinguere il sudore normale da quello impaurito, ma le reazioni del loro cervello hanno manifestato inconfutabilmente la differenza: il sudore delle persone pronte a sostenere da lì a poco un esame scatenava nel cervello dei volontari “annusatori”  un senso di paura che, a questo punto, possiamo definire “da contagio”. La ricerca ha trovato posto sul magazine Plos One.

In Inghilterra si creano gli spermatozoi in provetta

Studio di Newcastle sono riusciti, adoperando delle cellule staminali maschili, a creare in laboratorio degli spermatozoi simili a quelli prodotto dall’uomo. Karim Neyernia, uno degli studiosi che ha preso parte al progetto, ha dichiarato: “Abbiamo usato staminali maschili, che abbiamo convertito, grazie a sostanze chimiche, in spermatociti aploidi con soli 23 cromosomi; sono identici a quelli naturali. Potranno aiutarci nel comprendere i problemi di infertilitĂ  maschile”. Al momento la ricerca lascia ben sperare, è comunque indispensabile procedere con ulteriori studi, nessun test sull’uomo, quindi, ma un grosso passo avanti in questo settore è stato indubbiamente compiuto. La ricerca è stato oggetto di pubblicazione sul magazine Stem Cells and Development

Il caffè per combattere il morbo di Alzheimer

Una nuova ricerca condotta presso la University of South Florida di Tampa, e piĂą precisamente nel Florida Alzheimer’s Disease Research Center, ha svelato le proprietĂ  terapeutiche della caffeina nei confronti del morbo di Alzheimer. Lo studio ha visto i ricercatori, guidati dal neuro scienziato Gary Arendash, somministrare a dei topolini di laboratorio l’equivalente in caffeina di cinque tazze di caffè (500mg al giorno per due mesi), si è quindi appurato che le cavie di laboratorio, seguendo questa “cura”, non mostravano piĂą i chiari segni della malattia. Inoltre, il cervello dei topi sottoposti al trattamento, mostrava una riduzione del 50 per cento nei livelli di proteina beta amiloide. Ricordiamo che una tazzina di caffè contiene circa 100-120 mg di caffeina.  Lo studio è stato pubblicato sul magazine Journal of Alzheimer’s Disease

Un SMS per mandare in tilt l’Apple iPhone

Un bug nella procedura software di gestione degli SMS dell’Apple iPhone, potrebbe consentire ad hacker di prendere il controllo dello smartphone. Inviando un SMS con alcune porzioni di codice, infatti, un malintenzionato potrebbe installare, a insaputa dell’utente, applicazioni di qualunque genere, ovviamente da remoto.  La falla è stata rivelata da Charlie Miller, esperto di sicurezza già noto per essere riuscito a prendere il controllo di un Mac Book Air in appena due minuti;  non è comunque stato reso noto come sfruttare la vulnerabilità, viceversa, è stata subito avvisata Apple che, a quanto pare, si sta già prodigando per porre rimedio al serio problema.

Un proiettore per avere i fuochi d’artificio nella tua casa

Si sa, i fuochi d’artificio sono belli, ma anche molto costosi. E così Sega ha deciso di commercializzare, al momento solo in Giappone (a partire dal prossimo 25 luglio) un nuovo proiettore (Sega Fireworks Projector) in grado di far rivivere, in salotto, le emozioni trasmesse dai fuochi pirotecnici. L’utilizzatore potrà scegliere fino a 55 effetti visivi diversi. Prezzo: circa 115,00 euro. Di seguito il video che mostra il proiettore in azione.


Il Botulino per combattere l’emicrania

Dalla cura per le rughe della pelle a metodo per combattere l’emicrania. E si, il botulino, sarebbe un ottimo ritrovato per bloccare la giunzione neuromuscolare, previene la contrattura muscolare, e, di conseguenza, evitare il manifestarsi dell’emicrania (con percentuale di successo che può arrivare fino al 92%). Oltre a intervenire sul fattore neuromuscolare, il botulino a quanto parte è anche in grado di inibire il peptide CGRP, vasodilatatore fondamentale nei meccanismi dell’emicrania. La ricerca è stata presentata dai ricercatori Todd Troost  e Wake Forest in occasione dell’annuale convegno della American Headache Society.

Vino contrasta effetti collaterali della radioterapia

Uno studio condotto presso l’UniversitĂ  Cattolica di Campobasso dimostra come l’assunzione quotidiana di un bicchiere di vino, aiuta a tollerare meglio la radioterapia, sovente utilizzata per combattere alcune forme tumorali. Secondo i ricercatori, il vino riuscirebbe a preservare i tessuti sani, pur mantenendo inalterata l’efficacia della terapia. L’azione benefica è essenzialmente dovuta agli antiossidanti della categoria dei polifenoli. Lo studio ha preso in esame, durante un arco temporale che va dal 2003 al 2007, un campione di  348 donne malate di tumore al seno e curate mediante radioterapia. Secondo Alessio Morganti, direttore dell’UnitĂ  di radioterapia, “il consumo giornaliero moderato di vino presenta un rischio di danni cutanei mediamente inferiore del 75% rispetto ad una paziente astemia. Questo lavoro va nella stessa direzione di alcuni studi precedenti, condotti in altri laboratori internazionali, che avevano mostrato come le componenti non alcoliche del vino, soprattutto i polifenoli, abbiano la capacitĂ  di proteggere il DNA dalle radiazioni.”. Fonte

Nuovo studio. Sacra Sindone autoritratto di Leonardo

La Sacra Sindone, il piĂą famoso lenzuolo di lino al mondo, conservato nel Duomo di Torino, sul quale è visibile l’immagine di un uomo che porta segni di torture, maltrattamenti e di crocefissione, da sempre oggetto di studio, e la cui tradizione la identifica come il lenzuolo utilizzato per avvolgere il corpo di GesĂą nel sepolcro, è stato oggetto di studio della ricercatrice Lillian Schwarz della School of Visual Arts di New York.  Secondo la studiosa, trattasi dell’autoritratto di Leonardo da Vinci, realizzato grazie a una particolarissima e antichissima tecnica. Schwarz è giunta a tale conclusione, utilizzando un software che le ha permesso di sovrapporre l’immagine di Leonardo alla Sacra sindone, evidenziando che le due combaciano quasi alla perfezione. I risultati ottenuti saranno presentati questa sera in una diretta TV su Chanel 5.

Gmail ora consente invii di allegati fino a 25MB

Google ha ulteriormente incrementato la dimensione massima degli allegati che è possibile inviare utilizzando il suo servizio Gmail. La nuova dimensione massima è stata fissata in 25MB, 5MB in piĂą rispetto a prima.  Gmail ha altresì introdotto un nuovo sistema di upload dei file, utilizzando quest’ultimo, è ora possibile selezionare piĂą file in contemporanea. In questo caso, però, il sistema restituisce un errore qualora uno dei file selezionati supera la soglia dei 10MB. Se invece si opta per l’utilizzo del vecchio sistema di upload, il problema non si manifesta.

Tunguska: una cometa il misterioso oggetto che devastò la zona

Tunguska è una localitĂ  della Siberia nota per essere stata il luogo di un evento catastrofico avvenuto il 30 giugno 1908. Un calore immenso che in pochi minuti ha devastato 60 milioni di alberi su 2150 chilometri quadrati. Il boato dell’esplosione fu udito fino a oltre 1000 chilometri di distanza. Gli scienziati da tempo avevano ipotizzato potesse trattarsi di un impatto avvenuto con un corpo celeste, oggi, le ipotesi sono divenute realtĂ . Infatti, un team di ricercatori della Cornell University, guidati dall’ingegnere aerospaziale Michael Kelley, ha appurato che l’evento è stato generato dall’impatto con il nucleo centrale di una cometa.

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